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 2026  ottobre 11 Domenica calendario

Bilancio Ue: 141 miliardi in meno

Tutti insoddisfatti. I Paesi «Frugali», guidati da Germania e Olanda, che ora preferiscono farsi chiamare «Modernizzatori» dal momento che vogliono un bilancio Ue concentrato sulle nuove priorità rappresentate da competitività e difesa. Ma anche gli «Amici della Coesione», Paesi del Sud ed Est Europa, guidati da Italia e Romania. Il documento negoziale – in gergo Negobox – presentato ieri dalla presidenza di turno irlandese, che sarà il punto di partenza del negoziato tra i leader europei al summit Ue di giovedì e venerdì, prevede un taglio dell’8% alla proposta iniziale da 2 mila miliardi di euro presentata dalla Commissione per il bilancio Ue post 2027.
Il bilancio pluriennale dell’Unione dovrà finanziare le priorità politiche per i sette anni dal 2028 al 2034 e l’obiettivo politico è raggiungere un accordo tra gli Stati membri entro fine anno. «Una proposta a questo punto del processo non soddisferà mai tutte le richieste di tutte le parti e c’è ancora strada da percorrere», ha sottolineato il ministro irlandese per gli Affari europei Thomas Byrne.
La sforbiciata complessiva è di 141 miliardi in prezzi 2025 e colpisce in particolare i capitoli di spesa relativi alla competitività e sicurezza (-13%), l’azione esterna dell’Ue (-17%) e l’amministrazione (-8,8%). I tagli per coesione e agricoltura si limitano al 3%, ma è anche il capitolo che era già stato fortemente ridotto nella proposta della Commissione, che ha cambiato la tradizionale architettura del bilancio Ue con l’obiettivo di semplificarlo e renderlo più flessibile. Uno degli effetti è stato mettere insieme i fondi di coesione con quelli destinati all’agricoltura, con conseguente taglio delle risorse e centralizzazione nazionale della gestione. Il Parlamento europeo aveva stimato una perdita per Italia, Francia e Spagna del 12%. In cifre assolute, a prezzi 2025, il capitolo relativo a coesione e agricoltura ammonta ora a 914 miliardi; quello competitività e sicurezza a 456 miliardi; il capitolo global Europe a 157 miliardi e quello relativo all’amministrazione a 95 miliardi.
Per il cancelliere tedesco Merz i tagli sono insufficienti: «Siamo ancora lontani da un accordo». Sulla stessa linea Olanda, Danimarca, Svezia e Austria. Insoddisfatti per motivi diversi il Comitato Ue delle Regioni e il Parlamento.