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 2026  ottobre 11 Domenica calendario

Le mosse al centro, Ruffini e Gabrielli lanciano Più Uno

«Ci chiamano l’esattore e lo sbirro? Sempre meglio di un evasore e un delinquente», scherzano l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, e l’ex capo della Polizia, Franco Gabrielli. La battuta è di Gabrielli e viene pronunciata ieri mattina all’Eur mentre i due fondatori di Più Uno, il nuovo partito di centro che guarda a sinistra, si stringono la mano davanti ai fotografi. Ed ecco il simbolo: il nome, Più Uno, è scritto in maiuscolo, il colore scelto è il blu, solo l’accento è rosso. Sotto, una striscia tricolore e poi lo slogan, in rosso: Uguali per Costituzione.
All’assemblea fondativa passa a fare gli auguri il sindaco dem di Roma, Roberto Gualtieri, che il leader M5S Giuseppe Conte avrebbe proposto come federatore del campo largo alla segretaria del Pd Elly Schlein. Gualtieri definisce Ruffini e Gabrielli «due pesi massimi della capacità di governo».
«Abbiamo scelto di essere nel centrosinistra perché è lì che vivono le idee in cui crediamo – dice Ruffini – Con tutti i partiti che c’erano, voi direte, ne serviva un altro? Rivolto la domanda: con tutta l’astensione che c’è, era proprio necessario aspettare così tanto per provare a dare un’altra offerta ai cittadini?».
Un altro partito? Con tutta l’astensione che c’è, era necessario aspettare per provare a dare un’altra offerta ai cittadini?
D’oggi in poi, però, con la nuova legge elettorale – a meno di interventi della Consulta – il percorso dei piccoli partiti si complica. In soccorso di Più Uno, così, ecco Bruno Tabacci di Centro democratico: «Abbiamo 15 giorni di tempo», spiega lui, per formare una nuova componente all’interno del gruppo Misto della Camera. Un’operazione che servirà a Più Uno per raccogliere solo 1.500 firme in ogni circoscrizione per presentarsi nel 2027 alle politiche e non 6 mila come prevede, appunto, la nuova legge per i partiti non presenti in Parlamento. Ma serviranno, oltre a Tabacci, altri due deputati per dare vita alla componente. «Se arriveranno in soccorso dal Pd? Abbiate fede», scommette Tabacci. Anche Ruffini sembra fiducioso e parla di «una cosa possibile» insieme «ad altre persone generose» e oltre al nome di Tabacci fa quello di Riccardo Magi, il leader di +Europa. Magi però fa sapere che «nulla è deciso». Così, per snellire l’area del centro che guarda a sinistra (ci sarebbero pure Progetto civico di Alessandro Onorato e Italia viva di Matteo Renzi) servirebbe forse una federazione, ma il progetto non sembra all’orizzonte.