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 2026  ottobre 11 Domenica calendario

Triplicati gli italiani che chiedono più sicurezza. Priorità anche a sinistra

È evidente a tutti che il tema della sicurezza tende a essere sempre più rilevante nella percezione dei cittadini. L’idea di essere insicuri, insufficientemente protetti, esposti a rischi, diventa sempre più una condizione esistenziale, in particolare in un contesto globale di pericolo, di incertezza, di preoccupazione. Sembra altrettanto chiaro che questo tema, unitamente a quello dell’immigrazione e collegato strettamente all’insicurezza economica, oggi enfatizzata dalla crisi dei costi energetici, sarà centrale nella formazione delle opinioni e delle scelte di voto degli elettori. E i dati dei nostri sondaggi lo confermano.
Realtà e percezione
La preoccupazione per la sicurezza mostra una crescita decisamente importante a partire dall’insediamento del governo Meloni: nell’ottobre 2022, data d’inizio dell’attuale legislatura, il tema era citato dal 10% dei nostri intervistati; oggi è più che triplicato, dato che le citazioni arrivano al 35%. E se a fine 2022 il problema della sicurezza era al decimo posto nella percezione dei nostri connazionali, oggi è al secondo posto. Insomma, si tratta di numeri che danno conto di un’emergenza. Occorre anche separare percezione da realtà concreta. Se guardiamo alla sicurezza nella propria zona di residenza, la maggioranza assoluta (54%) si dichiara molto o abbastanza sicura. Ma una quota assai rilevante (46%) si ritiene poco o per nulla sicura e soprattutto nel corso del tempo la condizione di insicurezza nella propria zona cresce apprezzabilmente. Insomma, sembra che il problema sia non solo percepito, ma in parte anche sperimentato. I più colpiti da questa condizione appaiono i ceti più fragili ed esposti: gli anziani, chi ha un basso titolo di studio, le casalinghe, chi ha un lavoro esecutivo. Ma con una caratterizzazione territoriale piuttosto evidente: più coinvolti sono i residenti nel Nord e nei grandi centri. Di fatto si tratta dei ceti periferici delle aree centrali. È una frattura che sembra sempre più dare conto di un cambiamento di sentimento che coinvolge progressivamente le nazioni più forti (basti pensare all’affermazione dell’AfD in Germania, proprio nelle aree periferiche di una grande nazione). Riguardo all’orientamento politico, si registra una maggiore senso di insicurezza tra gli elettori di centrodestra (41% si sentono poco o per nulla sicuri) rispetto a quelli di centrosinistra (37%).
La criminalità
Quando si parla di sicurezza si pensa soprattutto ai reati di prossimità: la criminalità comune (38%), le baby gang (28%), il degrado urbano (27%); cui si aggiungono i temi dell’immigrazione (27%), della violenza di genere (23%) e, ma in subordine, della criminalità organizzata (19%). Con una differenza particolarmente significativa in relazione al tema migratorio: gli immigrati irregolari sono la prima preoccupazione degli elettori di centrodestra (lo cita il 44%) mentre scendono agli ultimissimi posti tra gli elettori di opposizione (12%) dove si massimizza invece l’attenzione alla violenza di genere, che si colloca fra questi elettori al secondo posto.Prevale la convinzione che il governo, pur avendo varato diversi provvedimenti in materia, abbia avuto risultati di scarsa efficacia: lo pensa il 64% degli intervistati (28% pensa che siano stati provvedimenti poco efficaci, 36% per nulla). Con differenze nette per orientamento politico: tra gli elettori della maggioranza il 60% li valuta almeno in parte efficaci (ma solo 5% molto efficaci), mentre tra quelli di centrosinistra il 51% li considera per nulla efficaci (il 34% pensa lo siano stati poco).
Le opinioni si dividono quasi equamente rispetto alle modalità di affrontare il problema: 43% opta per una politica repressiva, 44% invece per interventi di prevenzione. Con evidenti differenze per orientamento politico pur se con sfumature: nel centrodestra, il 59% è per la repressione ma il 35% per la prevenzione; nel centrosinistra, il 63% per la prevenzione ma anche il 30% per la repressione.

La campagna elettorale
Rimane il fatto che il tema sicurezza sarà rilevante per la prossima campagna elettorale: per il 48% sarà un tema centrale del confronto, il 35% invece ritiene che non sarà così importante. Più convinti della centralità del tema gli elettori delle forze di maggioranza (65%), posizione che rimane comunque maggioritaria anche tra gli elettori della coalizione progressista (52%). Si fatica però a individuare una forza politica che più delle altre sia capace di elaborare proposte convincenti: il 46% non sa indicarne nessuna, mentre i partiti principali si dividono citazioni comprese tra il 9% del M5S e il 17% di FdI.Il tema sicurezza (unito a quello dell’immigrazione) sarà presumibilmente al centro della campagna elettorale. Anche perché questo sembra essere un cardine del confronto politico su cui la destra e il centrodestra giocheranno parte importante delle loro carte. Tra l’autunno 2026 e il 2027 andranno al voto ben otto stati europei, tra cui quattro grandi (Spagna, Francia, Italia, Polonia). Ci aspetta una campagna elettorale che non sarà solo nazionale, ma presumibilmente assumerà un respiro europeo. Sarà una campagna dura e non semplice, soprattutto nel nostro Paese, di fronte a un’opinione pubblica piuttosto disincantata che, dall’una e dall’altra parte, andrà convinta.