Corriere della Sera, 11 ottobre 2026
Kiev e Ue sfidano il «patto del diesel». Trump choc: Zelensky lasci
Per Donald Trump è tempo che «l’Ucraina abbia un nuovo presidente». È l’ultimo schiaffo in faccia a Volodymyr Zelensky che segue l’annuncio dall’accordo tra Mosca e Washington sul diesel russo. E conferma i timori di Kiev mentre il Cremlino applaude con un post dell’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev, che pubblica una copertina del Time con una foto del presidente ucraino e la scritta «The Endgame».
Ma sono le ricostruzioni delle ore precedenti a raccontare più delle dichiarazioni ufficiali. Quando Steve Witkoff e Jared Kushner hanno comunicato alla delegazione di Kiev arrivata a Miami che il presidente americano si preparava ad allentare le sanzioni, mancava appena un’ora all’annuncio. Così il secondo giorno dei colloqui è saltato e gli ucraini sono ripartiti furiosi. Zelensky è stato netto: «Ci hanno usati come copertura». Poi, mentre Trump e Putin celebravano l’intesa, su Zaporizhzhia sono cadute cinque bombe russe: almeno 15 morti, tra cui tre bambini.
La delegazione, guidata da Kyrylo Budanov, era arrivata in Florida per due giorni di discussioni sulla de-escalation con americani, europei e Nato. Il Kyiv Independent racconta che i negoziatori stentavano a credere alle parole di Witkoff e Kushner quando hanno saputo della sospensione delle sanzioni sulle esportazioni russe di gasolio. «Non c’era soltanto la nostra delegazione, ma anche quella europea. Eravamo seduti tutti lì come degli stupidi», ha detto un alto funzionario ucraino che ha aggiunto: «Sembrava una trappola». In una chat con i giornalisti cui ha preso parte anche il Corriere, Zelensky non ha nascosto la sua delusione. «Non è certo così che i partner dovrebbero trattarsi a vicenda», ha aggiunto.
Secondo Axios, durante otto ore di colloqui gli inviati hanno spiegato che Trump aveva deciso di procedere perché Kiev aveva ignorato ripetute richieste di fermare gli attacchi alle raffinerie russe. Per Washington quelle operazioni danneggiano Mosca ma, facendo salire i prezzi dei carburanti, colpiscono anche i consumatori americani. «Zelensky sta interpretando male la situazione. Continuando a colpire le raffinerie, sta erodendo il buon rapporto costruito con Trump», ha detto un funzionario statunitense. Kiev dal canto suo aveva proposto uno scambio: stop agli attacchi contro gli impianti petroliferi russi se Mosca avesse cessato di bombardare le centrali elettriche ucraine. Trump chiedeva invece una sospensione unilaterale e ieri è tornato a ribadire che Zelensky «vuole creare problemi al mondo e agli agricoltori» e «non ha fatto abbastanza per porre fine alla guerra».
Sul tavolo sarebbe finita anche l’intelligence americana. Il Financial Times scrive che Witkoff e Kushner avrebbero prospettato la possibilità di sospendere la condivisione di informazioni se Kiev avesse continuato a ignorare Washington. La stessa versione è stata riferita ad Axios da un funzionario ucraino, ma una fonte americana ha negato qualsiasi minaccia. Gli inviati avrebbero soltanto ricordato che gli Stati Uniti forniscono munizioni e intelligence e che quindi l’Ucraina non dovrebbe danneggiare i consumatori americani.
Nonostante la brusca conclusione dell’incontro, Witkoff ha parlato di discussioni «costruttive». Lui e Kushner potrebbero tornare a Mosca entro fine mese con nuove proposte. Per Kiev, il timore è che Miami sia servita più che altro a preparare il successivo negoziato di Washington con il Cremlino. Intanto i bombardamenti russi hanno ucciso almeno 19 persone e ne hanno ferite 39 in Ucraina. A Zaporizhzhia cinque bombe guidate hanno colpito edifici residenziali.
Da Mosca la telefonata tra Trump e Putin viene celebrata come l’inizio di una nuova intesa. Il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha spiegato che Putin avrebbe accolto «con comprensione» le proposte americane di de-escalation, ridimensionando però la possibilità di una ripresa dei negoziati trilaterali. E ieri Mosca ha revocato parzialmente il divieto di esportazione di gasolio, per adempiere all’accordo.
La reazione europea più dura è arrivata da Kaja Kallas. «La sospensione delle sanzioni sul diesel russo garantisce a Mosca entrate aggiuntive per finanziare la guerra», ha scritto l’Alta rappresentante dell’Ue mentre domani i ministri degli Esteri dovrebbero approvare il più ampio pacchetto di nuove sanzioni contro l’apparato bellico russo dall’inizio della guerra. Solidarietà è stata espressa anche dal primo ministro britannico, Andy Burnham.
Kiev continua a colpire in territorio russo. Un attacco di droni ha danneggiato il data center di Yandex nella regione di Kaluga, 150 chilometri a sud di Mosca. Diversi moduli sono stati disattivati e l’azienda ha segnalato interruzioni. Il giorno prima un altro raid aveva provocato un incendio nel centro Yandex di Sasovo, nella regione di Ryazan.