corriere.it, 10 ottobre 2026
Si sposa per la quinta volta a Torino, ma il Comune di Roma ritarda il divorzio
Si sposerà per la quinta volta a Torino, ma siccome il Comune di Roma non gli concede nei tempi necessari il divorzio breve dalla quarta moglie, dirà sì questa volta solo in Chiesa. Avrà così tre ex mogli, e due mogli, una per lo Stato italiano ed una per la Chiesa cattolica. Un unicum in Italia.
Il «divorzio breve»
L’ultima tappa della complicata via affettiva dell’uomo, le quarte nozze, si era perfezionata il 23 settembre 2025 vicino Roma dopo tre mesi di fidanzamento: la sua ultima fidanzata «premeva» per convolare. Vivendo insieme, però, si erano poi subito accorti di non essere compatibili. Così, dopo poco più di un mese, si sono separati di fatto: il 3 novembre 2025 hanno inoltrato una PEC al Comune di Roma per adire la nuova procedura del «divorzio breve». E siamo al giugno 2026.
Ufficio separazioni e divorzi
La coppia dopo circa otto mesi viene convocata per il 7 luglio 2027 dall’Ufficio separazioni e divorzi del Comune di Roma per la firma. Ma c’è un problema: «adducendo che le richieste sono tante ed il personale è scarso – raccontano da Assogiustizia-. A dire del Comune dovrebbero aspettare un anno e mezzo/due anni per firmare, quando la legge sul divorzio breve prevede solo 6 mesi». E a questo punto che lui fa presente che, nel frattempo, si è fidanzato di nuovo e con la sua compagna attuale, Luisa, 50 anni, di Torino, hanno deciso di sposarsi il 14 ottobre del prossimo anno. Un guaio. La soluzione «alternativa» è quella di fare una negoziazione assistita in Tribunale anche perché altrimenti non otterrebbe lo stato libero per sposarsi di nuovo civilmente. Ma c’è anche la possibilità di chiedere i danni al Comune di Roma qualora «saltasse» il quinto matrimonio.
Quattro matrimoni d’amore
Lo sposo «seriale», a detta di chi ha seguito la sua vicenda, è una persona impulsiva che crede però molto nell’amore, quello con la A maiuscola: ci tiene a precisare che ogni volta si è sposato perché innamorato, anche se poi il rapporto non ha funzionato. Inoltre ha sempre sostenuto che: «l’amore può finire, ma non il rispetto ed il bene con una persona con la quale si è percorso un tratto della propria vita». Ed infatti «è rimasto in ottimi rapporti con tutte le sue ex mogli». Queste le date dei matrimoni: 12 novembre del 1992, aveva 18 anni e la ragazza di allora, compagna di scuola, era rimasta incinta, adesso ha una figlia di 33 anni. Secondo matrimonio il 30 settembre 2006, con una professoressa di lettere. Si sono separati perché nessuno voleva trasferirsi nella città dell’ altro. Il terzo matrimonio arriva il 27 luglio 2012 con una libero professionista dalla quale ha avuto una figlia che oggi ha 12 anni. È stato il matrimonio più lungo, poi purtroppo si sono allontanati dopo tanti anni con la nascita della bambina si sono logorate le dinamiche di coppia. E siamo agli Oggi sposi del settembre 2025. Da sottolineare che i quattro matrimoni sono stati tutti celebrati in Comune: lo sposo recidivo non se la sentiva di sposarsi in Chiesa credendo molto nel matrimonio cattolico e nella sua indissolubilità. Il «lo voglio» all’altare, in tanta routine, sarebbe quindi una novità, ma il Comune di Roma, a quanto pare, ci ha messo lo zampino.
C’è sempre una soluzione
Lui però non si è dato per vinto e ha deciso che qualora non arrivasse in tempo il divorzio dalla quarta moglie, celebrerà con la futura quinta moglie un matrimonio solo canonico evitando così, pare, il reato di bigamia. L’ultimo salto mortale sarebbe in fatti una cerimonia che non ha effetti per lo Stato italiano, almeno quanto il matrimonio civile non è riconosciuto dall’ Ordinamento canonico. E vissero felici e contenti. Forse.