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 2026  ottobre 10 Sabato calendario

La Norvegia va verso la stretta sui dispositivi ottici con IA

Fin da quando questi dispositivi sono comparsi sul mercato  – apparentemente innocui, ma dotati di fotocamera, microfono e AI –, si sono susseguite reazioni e richieste di regolamentarne l’utilizzo. Torgeir Micaelsen, ministro norvegese della Digitalizzazione, ha ora scelto di agire. «Temo l’introduzione di una tecnologia nuova e potente che comporti il rischio che le persone vengano fotografate, filmate o registrate a loro insaputa. Intendiamo quindi introdurre un divieto temporaneo d’uso degli occhiali con AI in determinati luoghi», ha dichiarato Micaelsen alla Nek.
Il divieto riguarderà gli spazi in cui si ritiene prioritario tutelare la privacy, soprattutto per proteggere i minori. Secondo Micaelsen, tra i luoghi potenzialmente interessati figurano parchi, spiagge, musei, centri commerciali, parchi divertimento, aree gioco, scuole, asili nido, centri ricreativi, spazi ed eventi dedicati ai bambini, strutture sanitarie e palestre con spogliatoi e docce. Inoltre, il governo sta valutando se estendere la misura anche alle università e agli altri istituti d’istruzione. Il ministero ha comunque precisato che saranno previste deroghe per i gruppi vulnerabili e per usi di particolare utilità sociale in casi circoscritti, dato che questi dispositivi possono servire da supporto per persone con disabilità, come non vedenti o ipovedenti.
Per il momento si tratta di una misura temporanea: il governo istituirà un gruppo di esperti incaricato di fornire consulenza per una regolamentazione nazionale duratura. Il ministro ha sottolineato la necessità di attendere le valutazioni di tale comitato prima di procedere con un eventuale divieto totale. Una proposta di legge sarà presentata al Parlamento al più presto.
Micaelsen, in carica da appena quattro settimane, ha assunto una posizione opposta a quella della sua predecessora, Karianne Tung. Quando ha lasciato l’incarico a settembre, Tung aveva sostenuto la necessità di regole più rigide per gli occhiali smart, dichiarandosi tuttavia contraria a un divieto assoluto. Sul tema si registrano comunque
pareri discordanti tra i vari partiti politici norvegesi; nel frattempo, la ministra dell’Istruzione Kari Nessa Nordtun ha già invitato tutti i comuni del Paese a vietare tali dispositivi nelle scuole.
Il dibattito non ha coinvolto soltanto i partiti politici. Già quest’estate, l’Autorità norvegese per la protezione dei dati (Datatilsynet) aveva sollecitato il Parlamento a valutare un blocco delle vendite fino all’entrata in vigore di una normativa specifica. Inoltre, diversi soggetti privati si sono mossi in autonomia: in assenza di una legge sull’uso degli occhiali smart, la Banca Norvegese (Dnb) ha già introdotto proprie restrizioni per evitare l’intercettazione di informazioni riservate sui clienti e conversazioni confidenziali.
Anche altri Paesi stanno considerando di introdurre misure per regolarne l’uso. A settembre, il governo albanese ha dichiarato di stare valutando un divieto sugli occhiali smart in uffici e centri servizi, mentre diverse amministrazioni locali australiane si oppongono a questa tecnologia negli spazi pubblici per timori legati alla privacy. Ad agosto, il consiglio comunale di Brisbane (in Australia) è stato il primo a vietarne l’uso nelle piscine, seguito dal consiglio comunale di Yarra a Melbourne, che ne ha proibito l’utilizzo in parchi giochi, centri per l’infanzia e palestre. Tuttavia, come riporta il Guardian, il governo albanese ha evitato di imporre un divieto generale sull’importazione di tecnologie dotate di telecamera, incoraggiando invece i singoli luoghi di lavoro a stabilire le proprie regole.