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 2026  ottobre 10 Sabato calendario

Askatasuna, chiesti 19 arresti: «Tentarono anche di uccidere»

C’è anche il tentato omicidio tra le accuse che la Procura di Torino contesta ad alcuni attivisti che il 31 gennaio hanno partecipato al corteo nazionale in risposta allo sgombero del centro sociale Askatasuna avvenuto il 18 dicembre 2025. Si tratta delle persone che, durante la guerriglia scoppiata in corso Regina Margherita, hanno dato fuoco a un mezzo della polizia. A giustificare la contestazione, secondo gli investigatori, sarebbe la presenza a bordo di un agente al posto di guida. L’uomo, poi aiutato nella fuga da alcuni finanzieri, era riuscito ad allontanarsi dal blindato senza conseguenze. L’accusa di tentato omicidio non è invece rivolta ai militanti che, nelle fasi finali della guerriglia, hanno accerchiato e colpito – anche con un martelletto – un agente del reparto mobile. Per quello specifico episodio, che aveva già portato all’arresto in differita di un 23enne, gli attivisti identificati sono accusati di lesioni, ma anche di rapina: viene contestata la sottrazione di casco, scudo e maschera antigas.
Al termine delle indagini condotte dalla Digos di Torino, guidata dalla dirigente Rita Fabretti, il sostituto procuratore Paolo Scafi ha depositato la richiesta di applicazione di 19 misure cautelari, per metà obblighi di firma, il resto tra domiciliari e carcere. Gli attivisti sono indagati a vario titolo di resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento e porto di oggetti atti all’offesa, oltre alla rapina e al tentato omicidio riferiti ai due episodi specifici. A fine mese si presenteranno davanti al gip, che dovrà decidere se accogliere o meno le richieste della Procura.
I decreti di fissazione degli interrogatori preventivi sono stati notificati all’alba di ieri dalla Digos, che ha effettuato anche 14 perquisizioni. Le operazioni della polizia non sono state eseguite solo a Torino, ma anche nelle province di Genova, Cagliari, Firenze, Imperia e Reggio Emilia. Il corteo nazionale aveva infatti richiamato migliaia di manifestanti provenienti da tutto il Paese e anche dall’estero (Francia in particolare). Dopo un avvio caratterizzato da musica e interventi di varie realtà, in corso Regina Margherita il corteo aveva ingaggiato un prolungato scontro con lo sbarramento di forze dell’ordine nel tentativo di avvicinare la palazzina rossa che per quasi trent’anni ha ospitato il centro sociale. Oltre un migliaio di attivisti vestiti di nero e a volto coperto ha portato avanti per due ore una guerriglia urbana tra lanci di pietre, bottiglie, artifici pirotecnici e barricate incendiate. «Vogliono dare ad alcuni la responsabilità di una manifestazione di rabbia popolare partecipata da 50 mila persone – ribatte Askatasuna —. Ricordiamo anche l’uso massiccio di lacrimogeni sparati ad altezza uomo da parte delle forze dell’ordine».