Corriere della Sera, 10 ottobre 2026
Borse Ue, un controllore unico. Giorgetti: giusto compromesso
Un importante passo avanti verso l’Unione dei risparmi attraverso il rafforzamento della vigilanza sui mercati a livello europeo. E l’impegno ad approfondire a livello tecnico il tema della tassazione a livello Ue degli extraprofitti delle compagnie energetiche attraverso un gruppo di lavoro sul tema. Sono i principali risultati dell’Ecofin che ha riunito a Lussemburgo i ministri delle Finanze dei Ventisette.
L’accordo raggiunto sotto la presidenza di turno irlandese riguarda il Pacchetto di integrazione e supervisione dei mercati, che centralizzerà la vigilanza e l’applicazione delle norme sotto l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma). Alla guida dell’Esma, che ha sede a Parigi, è stato di recente nominato l’italiano Carlo Comporti. Il nodo politico più complicato da sciogliere era la scelta degli operatori da trasferire sotto il controllo europeo, sottraendoli alla vigilanza diretta delle autorità nazionali. Dalle dodici piattaforme di negoziazione previste nella proposta della Commissione, quelle destinate alla vigilanza diretta dell’Esma scendono a otto: saranno esentati il gruppo tedesco Deutsche Börse, il gruppo svizzero Six di cui fa parte Bolsa Madrid e Aquis, e Tradition presente in Francia e Spagna. Borsa Italiana, insieme al gruppo paneuropeo Euronext di cui fa parte, passerà invece dall’attuale vigilanza prudenziale e organizzativa esercitata dalla Consob alla vigilanza diretta dell’Esma. All’autorità italiana, secondo l’accordo, continueranno invece a spettare i controlli sugli abusi di mercato, sulle manipolazioni e gli interventi cautelari sulle negoziazioni. Maglie più larghe rispetto alla proposta iniziale anche per le società che offrono servizi sulle criptovalute: Bruxelles le voleva tutte sotto l’Esma, l’intesa ne indica una decina.
L’accordo, che non è definitivo perché l’iter legislativo prevede il negoziato con il Parlamento Ue, non è arrivato senza polemiche. Il Belgio si è astenuto – unico Paese – e ha detto che porterà il tema al prossimo Consiglio europeo, mentre la commissaria Ue ai Servizi finanziari Maria Luís Albuquerque è stata molto critica: «L’ambizione complessiva del pacchetto è nettamente inferiore a quella necessaria per realizzare un mercato dei capitali davvero integrato nell’ambito del progetto dell’Unione dei risparmi e degli investimenti». L’attribuzione di poteri diretti di supervisione dei mercati finanziari all’Esma è considerata centrale per rafforzare l’economia, attrarre capitali per investimenti e resistere alla fuga degli investitori verso altre aree del mondo, in particolare gli Usa, ha spiegato il ministro delle Finanze irlandese Simon Harris. L’Ue conta oltre 300 sedi di negoziazione, circa sei volte quelle degli Stati Uniti, e la frammentazione rende più difficile la crescita di operatori competitivi su scala internazionale. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato «il bicchiere mezzo pieno»: «Il pacchetto rafforza l’integrazione dei mercati europei e dota Esma di responsabilità più ampie e di una governance più adatta a esercitarle».
Sulla richiesta di alcuni Stati membri, con la Germania in testa, di tassare a livello Ue gli extraprofitti maturati dalle compagnie energetiche in seguito alla guerra in Iran, il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha ribadito che «gli Stati membri sono nella posizione migliore» per farlo ma ha anche aggiunto di «avere concordato di istituire un gruppo di lavoro che si occupi di questa questione, con l’obiettivo di condividere le migliori prassi e fornire assistenza agli Stati».