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 2026  ottobre 09 Venerdì calendario

Chi è senza porcata

Il Melonellum, approvato definitivamente dalla Camera, è una porcata perché trasforma una mini-minoranza (42% dei voti, cioè 26-27% degli elettori) in una super-maggioranza (55% dei seggi); perché i capilista bloccati decisi dai capi-partito lasciano poche decine di seggi ai candidati scelti dagli elettori con le preferenze; e perché il numero abnorme di firme da raccogliere in ogni circoscrizione (non più 1500, ma 6mila) sbarra le porte del Parlamento ai partiti piccoli e nuovi senza gruppo, guardacaso tutti di centrosinistra. Ma la porcata è un po’ meno porca del Rosatellum targato Pd renziano, che ha le liste interamente bloccate; ma anche dell’Italicum, anch’esso targato Pd renziano, che aveva i capilista bloccati – per giunta candidabili fino a 10 collegi – e regalava il 54% dei seggi a chi superava il 40% dei voti. Si dirà: ma la Meloni ha imposto la legge ricattando la sua maggioranza riottosa con la fiducia al governo: una vergogna. Ma a rinfacciargliela può essere solo chi non l’ha mai fatto (a parte lei): M5S e Avs, non certo il Pd, che fece lo stesso con la fiducia al governo Renzi sull’Italicum e al governo Gentiloni sul Rosatellum. E le preferenze, decisive per un Parlamento eletto e non nominato, non le abolì la destra col Porcellum nel 2006, ma il Mattarellum scritto nel 1993 dall’attuale capo dello Stato, che nel proporzionale inventò le liste bloccate. Chi è senza porcata scagli la prima pietra.
Però l’entrata in vigore del Melonellum non è affatto automatica dopo l’ultimo voto di ieri: “Il presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata”. È l’articolo 74 della Costituzione, che però gli ultimi due presidenti, i firmatutto Napolitano e Mattarella, hanno rimosso e rimpiazzato con la pantomima detta moral suasion: il Quirinale si impiccia nella formazione delle leggi e, quando il Parlamento gliele manda per promulgarle, non può più respingerle perché ne è il coautore. Quando un tempo vigeva l’articolo 74, a ogni porcata tutti guardavano su verso il Colle, sperando che non la firmasse. E spesso venivano soddisfatti. Scalfaro incenerì il Salva-ladri di Amato e Conso; Ciampi la schiforma giudiziaria di Castelli e la Gasparri salva-Rete4. Poi più nulla. Ora che Mattarella firmerà anche il Melonellum, tutti diranno, anche se è falso, che non poteva non farlo. Quel genio di Merlo, su Rep, s’è già portato avanti con la lingua: “Anche nel caso della legge elettorale, Mattarella resterà arbitro” e la firmerà per non essere “schierato”. Com’è noto l’arbitro, se vede un fallo, non deve fischiare, sennò è “schierato”. Se ne deduce che l’unico arbitro imparziale è la mummia.