corriere.it, 9 ottobre 2026
Wanda Nara, niente assegno per il divorzio da Icardi
Niente assegno da 100 mila euro al mese per Wanda Nara, per il divorzio da Mauro Icardi: il suo patrimonio è sufficiente a mantenere un adeguato tenore di vita. Lo hanno deciso i giudici della nona sezione Civile del Tribunale di Milano, pronunciando lo scioglimento del matrimonio con Mauro Icardi, respingendo la richiesta avanzata dalla donna, che aveva chiesto appunto un assegno di divorzio di 100 mila euro al mese. La ex moglie del calciatore argentino aveva inoltre domandato, nella fase della separazione, un assegno di mantenimento di 250 mila euro mensili.
Alla base della decisione dei giudici non c’è soltanto la situazione economica di Nara, ma un principio che va oltre il caso specifico: per ottenere un assegno divorzile con funzione compensativa non basta la differenza di reddito tra gli ex coniugi. Occorre dimostrare che l’eventuale squilibrio sia conseguenza delle scelte compiute durante il matrimonio e, in particolare, del sacrificio delle proprie aspettative professionali per dedicarsi alla famiglia. Una prova che, secondo il collegio giudicante presieduto da Anna Cattaneo, in questo caso non è stata fornita. Wanda Nara aveva sostenuto di aver sacrificato, dopo il matrimonio, una carriera artistica già avviata per le esigenze familiari e delle due figlie.
La sentenza afferma però espressamente che «l’assunto non è stato provato» e osserva, al contrario, che la notorietà di Nara sarebbe derivata proprio dal matrimonio con Icardi, all’epoca giocatore e capitano dell’Inter e quindi molto famoso in Italia. I giudici hanno ripercorso anche l’attività professionale svolta da Nara durante il matrimonio: dalla partecipazione a Tiki Taka nel 2018 al Grande Fratello vip, fino ai successivi impegni televisivi in Argentina, alla conduzione di MasterChef Argentina, alla musica e a Ballando con le stelle. A ciò si aggiunge l’attività che lei stessa ha dichiarato di aver svolto nella gestione della carriera sportiva e dei diritti d’immagine del marito. La conclusione è netta: «Nessun sacrificio professionale è stato posto in essere dalla Nara che debba essere qui compensato».
La decisione del Tribunale «È un passaggio particolarmente significativo perché chiarisce bene quale sia oggi la funzione dell’assegno divorzile», commenta Valeria De Vellis, avvocato matrimonialista e legale di Icardi. «La differenza di reddito tra due ex coniugi non determina automaticamente il diritto all’assegno. Chi lo richiede deve dimostrare di aver effettivamente sacrificato durante il matrimonio le proprie prospettive professionali per dedicarsi alla famiglia e che da quelle scelte deriva lo squilibrio economico successivo. In questo caso i giudici hanno accertato che questa prova non è stata fornita e, anzi, che durante il matrimonio l’attività professionale e la notorietà di Wanda Nara sono cresciute».