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 2026  ottobre 09 Venerdì calendario

Kramatorsk, strage sui bus: 33 morti. Kiev torna al buio e resta senz’acqua

Una strage sui bus dei pendolari, in una delle città più martoriate d’Ucraina. Una bomba planante russa – si tratta della Kab dotata di alette che permettono di planare verso il bersaglio anziché precipitare – ha colpito due autobus a Kramatorsk, nell’est, uccidendo 33 persone e ferendone 18. Il raid ha incendiato i mezzi carichi di passeggeri e costretto le autorità a sospendere il trasporto pubblico mentre sull’asfalto rimangono resti di corpi e rottami e alla memoria torna il massacro della stazione, nell’aprile del 2022, quando due missili fecero una cinquantina di vittime.
Kramatorsk si trova nel nord della regione di Donetsk, nel Donbass, ed è snodo logistico vicino al fronte. Con Sloviansk, Druzhkivka e Kostyantynivka forma la «cintura delle fortezze»: città e linee difensive lungo l’asse H-20 che proteggono l’ultimo quinto circa del Donetsk controllato da Kiev. Conquistarle avvicinerebbe Mosca all’obiettivo di occupare l’intera regione. L’avanzata russa è stata però frenata più a nord dall’operazione Vivaldi, la controffensiva condotta nel settore di Lyman dal Terzo corpo d’armata ucraino (l’ex Azov) con fanteria, guerra elettronica, droni e mezzi terrestri senza equipaggio.
Entro fine settembre, secondo il comando ucraino, erano stati riconquistati 176 chilometri quadrati. «Questo attacco non rimarrà senza risposta» ha detto il presidente ucraino Zelensky che ha aggiunto: «La Russia sta cercando di distruggere ogni forma di vita nel Donbass ed è indispensabile una risposta ferma da parte del mondo».
Il raid sui bus arriva dopo un’altra strage, quella di mercoledì a Pryluky nel nord del Paese: il bilancio del missile che ha sventrato un condominio di cinque piani è salito a 22 morti, fra cui cinque bambini, e almeno 54 feriti. Anche Kiev è tornata sotto il fuoco dei droni: il bilancio aggiornato è di sei vittime e 17 feriti. Le autorità hanno segnalato interruzioni dell’acqua e blackout d’emergenza: Dtek ha comunicato che Ukrenergo ha ordinato distacchi straordinari. Alla popolazione è stato chiesto di preparare scorte d’acqua e fonti di energia alternative per l’inverno mentre per un calo di tensione è stata interrotta la circolazione della metropolitana.
Sul nuovo assalto alle infrastrutture aleggia il nome di Sergei Surovikin, il generale russo soprannominato «Armageddon» per i metodi brutali adottati ad Aleppo, in Siria. Comandante delle forze russe in Ucraina tra ottobre 2022 e gennaio 2023, fu l’artefice della campagna contro la rete energetica. Il Telegraph sostiene che Vladimir Putin lo abbia richiamato per spezzare la resistenza civile, anche colpendo i ponti sul Dnipro e paralizzando la capitale ucraina. La ricostruzione non è confermata dal Cremlino.
Kiev continua intanto a rispondere in profondità. Le forze ucraine rivendicano attacchi contro l’aeroporto militare di Seshcha, nella regione russa di Bryansk, stazioni radar e di guerra elettronica, siti di lancio dei droni, posti di comando e depositi. Zelensky ha inoltre annunciato colpi contro due impianti petroliferi russi, un poligono e un obiettivo nel Mar Nero.
Mentre chiede alla Nato nuove difese antiaeree, Zelensky ha annunciato che una delegazione ucraina sarà negli Stati Uniti oggi e domani per colloqui con Washington e per sollecitare maggiore pressione economica sulla Russia. Ma a pesare sulla trattativa c’è l’allarme del segretario di Stato americano Rubio: «Siamo in stallo, il conflitto può intensificarsi e forse allargarsi in modo da coinvolgere altri Paesi».
In questo quadro Mosca ha attaccato il ministro degli Esteri Antonio Tajani: la portavoce degli Esteri Maria Zakharova ha definito «malsane» le sue dichiarazioni sul rischio di interferenze russe nelle prossime elezioni. La Lituania, intanto, è pronta a schierare circa cento soldati a guardia del confine con l’exclave russa di Kaliningrad, in previsione di possibili tentativi di attraversamento irregolare qualora il Cremlino annunciasse una mobilitazione legata alla guerra in Ucraina.