Corriere della Sera, 9 ottobre 2026
Ancora proteste e scontri in Francia
Al telegiornale delle 20 il ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray, annuncia finalmente la prima misura concreta: un piano d’urgenza per rimpiazzare al più presto gli insegnanti assenti con 3 mila supplenti in arrivo nei prossimi giorni. È una delle rivendicazioni principali dei ragazzi francesi, dipinti come poco brillanti rispetto agli eccezionali studenti dei Paesi asiatici ai primi posti dell’ormai odiato rapporto internazionale Pisa.
Poche ore prima, sui cartelli di cartone della manifestazione in place de la Bastille, si potevano leggere scritte come «Al Bac (la maturità francese, ndr) non potrò scrivere “prof assente”». In tante scuole, soprattutto di periferia, capita che un insegnante sia malato, o in aspettativa, per mesi, e che non ci sia nessuno a sostituirlo. Il basso livello dei liceali è spesso indicato da opinionisti e politici come il sintomo più significativo del declino francese, ma i ragazzi hanno qualche ragione nel ricordare le responsabilità degli adulti, e di un sistema che pretende competitività anche dai 15enni, ma non sempre offre loro i mezzi per raggiungerla.
La presenza del ministro Geffray in tv è accolta da qualche perplessità, in un Paese che fino a qualche anno fa aveva i governi più stabili al mondo. Il ministro parla con la sicurezza tipica dei macronisti usciti da Sciences Po e dall’Ena, che all’inizio dell’era Macron suscitava ammirazione e ora irritazione. Ma soprattutto, è il settimo ministro dell’Istruzione in quattro anni, un alto funzionario certo competente ma finora sconosciuto, mandato a gestire l’ennesima crisi, una delle più gravi di questo travagliato epilogo presidenziale.
In place de la Bastille ci sono migliaia di ragazzi pacifici che chiedono più strumenti e criticano il governo – «Parigi è magica, l’Eliseo è tragico» – ma poi arriva come sempre il momento degli scontri tra casseur e polizia, che però dopo la mutilazione alla mano di un 15enne a Lens non può più sparare granate assordanti. Dopo le centinaia di feriti tra ragazzi e poliziotti (ieri 54), sono aperte oltre venti inchieste a carico di agenti che avrebbero usato la forza pubblica senza seguire le regole. Ieri, in tutto il Paese, tra gli oltre 71 mila manifestanti, ci sono stati 504 fermi.
Se Jean-Luc Mélenchon è il leader che cavalca la protesta, saluta «la dimostrazione di potenza della gioventù» e dà appuntamento alla nuova mobilitazione di martedì prossimo, nuove star crescono. Una è la 22enne studentessa in Filosofia Louise Montangon, eroina della destra, che in tv si è fatta leggere l’orario del liceale Mathys e lo ha zittito: «E questa sarebbe una settimana faticosa? Quando tornerai con i piedi per terra la caduta sarà molto dolorosa». Un altro è Elwan, 17enne allievo parigino, straordinaria somiglianza con l’Antoine Doinel di François Truffaut, ma con parlantina a mitraglia, kefiah al collo e sostegno di Mélenchon.