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 2026  ottobre 09 Venerdì calendario

«Tavolo sul programma e poi le primarie». Il capo M5S vuole accelerare

Il faccia a faccia a pranzo saltato un paio di giorni fa alla Camera si riproporrà oggi, a Milano. Elly Schlein e Giuseppe Conte sono attesi entrambi a un panel di Legacoop. Il convitato di pietra tra i due rischia di essere il federatore del centrosinistra evocato da Giuseppe Conte in tv e, a detta del leader M5S, rifiutato da Schlein. Una ricostruzione che la segretaria dem non ha condiviso, ma che l’ex premier continua a ribadire. Ieri il presidente dei Cinque Stelle, ospite di Bruno Vespa a Cinque minuti, ha sottolineato: «Ho detto: facciamo un passo indietro, sei disponibile? Lo facciamo entrambi, per senso di responsabilità. Non perché debbano spaventare le primarie, ma perché c’è una parte dell’elettorato dal campo progressista che ha esposto qualche dubbio». «Io non ho fatto nessun nome specifico», ha aggiunto il presidente M5S rispondendo a una domanda sul federatore del Campo largo. Per Conte le primarie sono un percorso obbligato a causa delle aspirazioni della leader dem: «Legittimamente sappiamo che è scritto nello statuto del Partito democratico che il segretario aspira e può essere indicato come candidato a premier. Elly Schlein legittimamente vuole essere candidata premier».
Conte prova a imprimere una accelerazione: chiudere entro ottobre la fase programmatica per poi lanciare una campagna per le primarie, che (come molti sperano nel M5S) si concluda entro fine anno. «Se primarie devono essere, innanzitutto dobbiamo concentrarci sul programma. Noi abbiamo completato il nostro percorso il 20 settembre. Il 18 Avs presenterà il proprio programma. Schlein negli stessi giorni ha l’assemblea con il Pd. A questo punto, un attimo dopo, ma veramente un attimo dopo, ritroviamoci», ha ribadito da Vespa.
Ma anche gli altri leader si stanno muovendo. Ieri Schlein ha avuto una girandola di incontri in Parlamento: alla Camera ha parlato a lungo con Fratoianni nel corridoio fumatori e poi con Bonelli con cui ha avuto un colloquio tra gli scranni. Infine, è stata la volta di Riccardo Magi. Lo stesso Bonelli è poi intervenuto per sottolineare «una profonda preoccupazione legata al fatto che le primarie non aiutano a unire, amplificano differenze». E ha aggiunto: «Dobbiamo superare questa fase di valutazione diversa che c’è sulle primarie. E quindi, nel momento in cui l’area di centro si definirà, cosa che auspichiamo lo faccia rapidamente o con una o con due liste, a quel punto possiamo partire e chiudere la parte programmatica».
Proprio su questo fronte si sta lavorando all’idea di creare una nuova componente in Parlamento con un simbolo già presente alle ultime Politiche per evitare la raccolta delle firme. Si guarda con interesse a Centro democratico di Bruno Tabacci. Intanto l’ala riformista dem è in fermento. Filippo Sensi attacca Conte: «Sento uno che vorrebbe guidare il centrosinistra dire che Zelensky e Putin sono sullo stesso piano. Una vergogna che non so dire».