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 2026  ottobre 09 Venerdì calendario

L’Europa apre all’Italia sulla flessibilità

Prudenza fiscale nella risposta agli alti prezzi dell’energia. È il messaggio che arriva dall’Eurogruppo. «Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un aumento dei rendimenti nei mercati globali dei titoli sovrani e a un ampliamento degli spread all’interno dell’area euro. Serve quindi prudenza fiscale», ha detto il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis.
Non è però un no alle richieste di Italia e Grecia. Dombrovskis ha aggiunto che la maggiore flessibilità fiscale per l’impatto dell’inflazione più alta sulla traiettoria della spesa netta, richiesta da Roma e Atene, è già contemplata dalle regole Ue. «Le pressioni inflazionistiche al rialzo sono già considerate nell’ambito della valutazione complessiva dei fattori rilevanti quando si valuta il rispetto delle regole fiscali da parte degli Stati membri», ha sottolineato Dombrovskis, spiegando di avere avuto un confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e con il collega greco Kyriakos Pierrakakis, che è anche presidente dell’Eurogruppo. «Esamineremo più a fondo le richieste e avremo ovviamente altri sviluppi», ha precisato Dombrovskis, che però è stato molto fermo: «Non possiamo introdurre nuove flessibilità fiscali in continuazione. Ciò getterebbe dubbi sulla nostra determinazione collettiva a difendere il quadro fiscale basato su regole, in un momento in cui la credibilità del nostro impegno per la sostenibilità fiscale è una risorsa vitale». Quanto agli aiuti per contrastare il caro-energia, «è importante che qualsiasi misura a breve termine per attenuarne l’impatto sia mirata ai più vulnerabili». Nessun riferimento esplicito, invece, alla seconda richiesta dell’Italia di usare l’extragettito Iva, legato all’inflazione, per finanziare misure contro il caro-energia. Tuttavia Dombrovskis ha ricordato che «una caratteristica chiave del quadro fiscale Ue è l’anticiclicità». Un richiamo che non sembra incoraggiare la richiesta italiana. La Commissione ha, intanto, valutato positivamente le richieste di Grecia e Italia di avvalersi della flessibilità prevista dall’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia per le spese legate alla difesa e alla sicurezza energetica. Quella dell’Italia vale 28,8 miliardi. In un report Fitch Ratings ha sottolineato che l’attivazione della clausola «non preannuncia un cambiamento di rotta fiscale» dell’Italia.
Il presidente dell’Eurogruppo Pierrakakis ha ammesso che «ci troviamo davanti a un difficile esercizio di equilibrio. Dobbiamo proteggere i cittadini dagli alti prezzi dell’energia senza lanciare segnali di bilancio problematici». Il ministro Giorgetti si è detto «fiducioso» che le buone ragioni tecniche potranno «trovare la corretta interpretazione».
Per i Paesi «Frugali» il Patto di Stabilità non si tocca. «Le regole fiscali europee sono state appena riviste», ha ricordato il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil, che ha insistito sulla necessità di «introdurre l’imposta sugli extraprofitti a livello Ue». Ne discuteranno oggi a colazione i ministri delle Finanze dei Ventisette. Le critiche più nette sono del ministro delle Finanze olandese Eelco Heinen: «Sono piuttosto stanco di questa discussione. Ogni volta che vediamo un problema, sento sempre la stessa cosa: allora modifichiamo le regole fiscali. Accumulare debito su debito rende i nostri problemi più grandi». Ha mostrato cautela anche il ministro delle Finanze belga Vincent van Peteghem, che deve gestire un alto debito pubblico: «Non sono esattamente un sostenitore della modifica delle regole». Il ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo si è invece detto «aperto a considerare» la proposta. In una nota il Mef ha fatto sapere che la proposta italiana presentata da Giorgetti ha ricevuto numerosi consensi, al netto delle tradizionali perplessità dei Paesi «Frugali».
Ieri le Borse europee hanno chiuso in rosso (Milano -1,3%), appesantite dai decisi rincari dell’energia. Il Brent in scadenza a dicembre è volato a 105,5 dollari al barile, in rialzo del 5,3%.