Il Messaggero, 8 ottobre 2026
I numeri dell’Italia alla Buchmesse
«L’internazionalizzazione dell’editoria italiana è cresciuta di cinque volte rispetto all’inizio di questo secolo», ha detto il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Innocenzo Cipolletta, nell’inaugurare a Francoforte il Padiglione Italiano della Buchmesse. Gli espositori del nostro Paese sono 134, di cui 66 hanno scelto proprio questo spazio. «Abbiamo quasi eguagliato il numero dei titoli che compriamo – ha aggiunto – una sorta di bilancia commerciale, di bilancia dei pagamenti, che va verso il pareggio». Cipolletta ha ricordato così – citando i dati del Rapporto sullo stato dell’editoria, a cura dell’ufficio studi dell’Aie - il grande balzo in avanti della vendita dei diritti di traduzione all’estero, 8645 contratti. Un record, da quando sono iniziate le rilevazioni, 25 anni fa.
«Sono cresciute molto anche le lingue nelle quali esportiamo: oggi sono 45, e sono 64 i Paesi coinvolti». Quali sono i titoli più venduti all’estero? Soprattutto opere per bambini e ragazzi (3133), seguiti da narrativa (1753). L’Europa continua ad essere il maggiore mercato dei nostri libri, con 5401 titoli, ma anche l’Asia appare in crescita, a quota 1088. L’Italia, va ricordato, stanzia 1,5 milioni di euro l’anno per il sostegno alle traduzioni e facilitare questo processo.
Emergono anche altri dati positivi, come il balzo del 3,2 per cento delle vendite nei primi nove mesi dell’anno, secondo i dati NielsenIQ BookData Panel Market Libri Italia (il 2025 si era chiuso a meno 1,2 per cento). Si parla di 69,8 milioni di copie vendute, pari a un valore di 1062,5 milioni di euro. Il nostro mercato in un anno arriva a cento milioni di copie. «Può sembrare una cifra molto grande – ha detto Cipolletta – ma siamo circa 58 milioni di abitanti: significa meno di due libri a testa. Da questo punto di vista c’è ancora moltissimo spazio per crescere».
Dove compriamo i libri? Crescono le librerie fisiche (più 6,2%), che raggiungono una quota del 57% dell’intero mercato trade. Negli store online le vendite sono stabili (più 0,1%) e la quota scende al 39%.
Tra i generi balzano del 14,9% i fumetti, e crescono del 9,1% i libri per bambini e ragazzi bambini e ragazzi, del 6,9% la narrativa straniera e del 4,9% quella italiana. Cala la manualistica pratica e self help (meno 6,7%). Ma quali sono i titoli più letti di questi primi nove mesi dell’anno? Al primo posto è il libro-gioco dell’estate, Murdoku, di Manuel Garand (Salani), seguito da L’alba dei leoni. La saga dei Florio (Nord) di Stefania Auci e, al terzo posto, Il custode (Einaudi) di Niccolò Ammaniti. A seguire, Il gioco delle risate, (Tunué) di Pera Toons, al quarto posto. E poi La sonnambula (Bompiani) di Bianca Pitzorno al quinto; Ci basterà mangiare il vento (Mondadori) di Gianluca Gotto, al sesto; Gli anni in bianco e nero (Nord) di Francesca Giannone, settimo; I convitati di pietra (Einaudi) di Michele Mari, ottavo; I tramezzini di Rocco Schiavone (Sellerio) di Antonio Manzini, nono; Il tempo del la la la (Mondadori) di Luciana Littizzetto, decimo.
«Siamo usciti dalla zona negativa e siamo entrati in territorio positivo. Un effetto importante è venuto dalle biblioteche», ha precisato il presidente Aie. Questo cosa vuol dire? Che le biblioteche aumentano «il tasso di lettura di un paese», «diventano spazi in cui si fanno attività culturali, si invitano autrici e autori, si organizzano gruppi di lettura». Per questo l’Aie apprezza l’impegno in questo campo del Ministero della Cultura.
Tra i temi di questa edizione della kermesse, c’è l’intelligenza artificiale. Uno strumento sempre più utilizzato, anche in editoria. Secondo il Rapporto Aie, tre case editrici su quattro, vale a dire il 75%, utilizzano strumenti di IA. In particolare, in area redazionale (92 per cento), come supporto alla traduzione di materiali interni (49%) e poi nelle altre attività amministrative e commerciali (44%). Molte sono, come succede anche negli Usa, le richieste da parte di concedere in licenza i propri prodotti per “allenare” i modelli di IA, ma solo il 4% ha concluso effettivamente un contratto.
In questa Buchmesse, che si concluderà domenica 11, si parlerà molto di IA. Un tema che colpisce molto gli addetti ai lavori, per le sue potenzialità ma anche per i suoi rischi. La premio Pulitzer Jill Lepore ha affermato di vedere l’umanità «sul filo del rasoio della storia» poiché deve decidere se permettere «che le macchine si sostituiscano a noi nella lettura, nella scrittura e persino nel pensiero». Circa mille i relatori, con ospiti come il poeta Wolf Biermann, l’ex vicecancelliere Robert Habeck, l’attivista Gisèle Pelicot o il regista Volker Schloendorff. Inevitabili altri temi caldi del momento, democrazia, libertà di espressione e coesione sociale.