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 2026  ottobre 08 Giovedì calendario

L’Olimpiade di Salvini e staff: 15mila € per 2 notti a Cortina

Millecinquecentocinque euro. È il costo per notte della suite in cui ha soggiornato Matteo Salvini a Cortina d’Ampezzo in occasione della discesa libera femminile delle Olimpiadi 2026. Siamo nel weekend 7-9 febbraio 2026. E secondo testimonianze e registri visionati anche a Cortina dal Fatto, Salvini restò in valle due notti, tra compiti istituzionali e commenti social. Nello stesso Hotel Cortina (tra 7 e 11 febbraio) risultano prenotate altre 4 stanze per componenti della segreteria del ministero dei Trasporti e di Palazzo Chigi. Tutte a 1.505 euro per notte. Totale: 7.500 euro a notte, 15 mila per due notti. Mentre, sostengono fonti locali, c’era una foresteria dello Stato per fornire ospitalità.
La Corte dei Conti vuole vederci chiaro. Le spese per ospitare personalità pubbliche sono parte di un accertamento avviato a Roma dalla Sezione di Controllo sugli Enti che ha acceso un faro su Infrastrutture Milano Cortina guidata da Fabio Massimo Saldini. È la società controllata dai ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia che sta realizzando opere olimpiche per quasi 4 miliardi. I giudici stanno chiedendo chiarimenti su ogni spesa, un’attività che riguarda anche l’acquisto di biglietti per 767 mila euro (di cui 349 mila euro donati a personalità) e uscite eccedenti i parametri della policy aziendale, anche per l’acquisto di superalcolici con carta di credito dei manager.
Partiamo dagli alberghi di Salvini con il suo seguito. A febbraio il ministro soggiornò almeno per due notti. “Era in una suite”, dice personale locale interpellato dal Fatto.
Salvini non era solo. Dai registri emerge anche Francesco Lucianò che, salvo omonimie, risulta essere stato il Capo di Gabinetto del ministero di Salvini fino al luglio scorso. Lucianò è prenotato nello stesso hotel anche il 14 febbraio, san Valentino: 1.922 euro per una notte. In totale per le camere di Lucianò sono stati segnati 4.932 euro per tre notti.
Altre due notti (3.010 euro) sono riservate per Alfredo Storto, alla guida dell’ufficio di Gabinetto di Salvini. Sono poi arrivati, sempre al Cortina, Fabio Burgarello, capo della segreteria particolare di Palazzo Chigi. Era insieme con un altro leghista, Alessandro Morelli, sottosegretario a Palazzo Chigi, già deputato e senatore, nonché in passato viceministro. Morelli e Burgarello in quelle due notti costano a Simico altri 3.010 euro ciascuno. A consultare i registri degli alberghi, nelle settimane olimpiche è un gran via vai di capi di gabinetto e segretari assortiti: c’è anche Daniele Bertana, capo segreteria di Salvini. Per una notte fanno 1.666 euro. In tutto per il ministro e collaboratori (anche di Morelli) a febbraio fanno 18.638 euro, ma i viaggi – seppur meno costosi – andavano avanti da giugno ’25. Spese legittime, considerando che a organizzare le Olimpiadi è Fondazione Milano Cortina 2026, presieduta da Giovanni Malagò? Simico ha spiegato che si trattava di spese di rappresentanza per 27.900 euro, oltre a spese di ristorazione per 33.111 euro. Ma i giudici contabili coltivano il sospetto che Simico fosse diventata una specie di bancomat di Fondazione, soltanto che quest’ultima è una società di diritto privato, mentre Simico è pubblica. Simico ha acquistato da On Location (fornitore ufficiale di pacchetti “vip” per Fondazione) 202 biglietti premium per 368 mila euro (in media 1.821 euro ciascuno), cifra poi aumentata fino a 399 mila euro. In totale si trattava di 223 pacchetti o biglietti. Simico ha acquistato da Fondazione 1.054 biglietti, per 368 mila euro. I destinatari erano in parte dipendenti di Simico (447 casi), in parte esterni o “dignitari domestici” (389 casi). Ci sono poi 441 biglietti (per 211 mila euro) che risultano “non assegnati”. Forse inutilizzati.
Un capitolo velenoso è stato aperto da un verbale del Collegio sindacale di Simico riguardante spese sostenute con carte di credito aziendali: 25.853 euro nel 2025, 4.195 euro nei primi tre mesi del 2026 e 5.669 euro con addebito diretto. Sono risultate eccedenze per circa 7 mila euro, di cui 1.670 euro per acquisto di alcolici. In questi casi si è provveduto a trattenere gli importi dagli stipendi.