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 2026  ottobre 08 Giovedì calendario

Aula strapiena, vedette di FdI e trucchi sulla pulsantiera

Finisce con Giovanni Donzelli gratificato da una standing ovation. “L’Italia entra nella Terza Repubblica”, scandisce enfatico il fedelissimo di Giorgia Meloni. Sono quelle cose che si dicono, tipo “abbiamo abolito la povertà”, però un fatto è un fatto e alle ore 12,37 di oggi la nuova legge elettorale, fortissimamente voluta dalla destra, è stata approvata senza scossoni: 227 sì, 164 no.
Si votava a voto segreto. C’era il dubbio che i deputati di maggioranza, che con le nuove regole dovranno andare a caccia di preferenze, affossassero la norma proprio all’ultimo, ma nessuno ha osato vestire i panni dei franchi tiratori. C’erano almeno una dozzina di vedette di Fratelli d’Italia chiamati a garantire che tutti votassero secondo le indicazioni della premier, che in caso di bocciatura aveva minacciato di portare tutti al voto anticipato. Forza Italia si inventa un nuovo metodo anti franchi tiratori. Alcuni deputati azzurri hanno partecipato al voto inserendo un foglio di carta ripiegato, tutto a sinistra, nel meccanismo per il voto elettronico. Uno stratagemma pensato per rendere palese la scelta del voto favorevole premendo il pulsante a sinistra (ossia il sì) e schiacciando il cartoncino. Zero sorprese insomma.
A Montecitorio c’era l’aria delle grandi occasioni. Aula strapiena. Presenti ministri e sottosegretari in gran numero. Transatlantico zeppo di cronisti. Drappelli davanti ai teleschermi. “Tutti seduti, tutti seduti”, intimava il presidente Fontana prima del voto finale. Un minuto dopo a destra hanno esultato come in curva dopo un gol. La legge, che a destra chiamano Stabilicum, garantisce un premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (fino a un tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori) alla coalizione che avrà ottenuto almeno il 42 per cento dei voti. Chi vince si prende tutto. Se nessuno raggiungerà tale percentuale si procede col proporzionale. Sbarramento del 10 per cento per le coalizioni, 3 per cento per i partiti. Lo scenario è il seguente: se il centrosinistra non supererà il 42 per cento sarà la destra ad avere i numeri per eleggere il prossimo presidente della Repubblica nel gennaio 2029. Questo sia che meloniani e vannacciani faranno l’alleanza sia che andranno da soli. Perciò questa riforma, architettata da Giorgia Meloni, per garantirsi la rielezione, è di cruciale importanza. Le prossime elezioni avranno infatti una doppia importanza. Decideranno se Meloni starà ancora a palazzo Chigi, e determineranno la maggioranza che eleggerà il capo dello Stato.
Sulla scheda sarà indicato il candidato premier. Un’altra novità. “Un premierato di nascosto, che cambia la natura della nostra democrazia”, l’ha definito Bruno Tabacci.
Il dibattito ha vissuto di facezie. Tipo Donzelli che dice a Conte: “Caro presidente ha mostrato la foto di Scarpinato con Falcone e Borsellino. Beh, anche nei dipinti dell’Ultima cena Giuda è accanto a Gesù”. E nei banchi di destra tutti a ridere. Elly Schlein gli ha spiegato che per “l’Italia non hanno fatto niente, l’unica priorità era cambiare la legge elettorale”. Le opposizioni, al momento del voto, hanno protestato esponendo vari cartelli con la scritta “No all’imbroglio”, “Legge truffa”, “Con Meloni gasolio a tre euro”. La legge – ha ricordato Schlein – cancella la parità di genere. Giuseppe Conte guarda già avanti: “Lavorerò a un progetto realmente progressista per mandare a casa un governo che veramente peggio non poteva fare per l’Italia”. Schlein, raffreddatissima, “sto sotto Tachipirina”, si è confrontata con Bonelli e Fratoianni. Continuamente circondato dai cronisti Igor Taruffi, il responsabile organizzazione del Pd. Se la Consulta non casserà l’indicazione del premier sulla scheda nel centrosinistra saranno obbligati alle primarie.
Quando si voterà? A maggio? O a ottobre? Il sottosegretario Fazzolari ha indicato giugno, Tajani gli ha detto che preferirebbe farlo ad ottobre. Le opposizioni confidano nella mannaia della Consulta, a febbraio. Ma difficilmente i giudici smonteranno l’impianto, sostengono i beninformati.