repubblica.it, 8 ottobre 2026
Violenza sui minori: maltrattamenti in famiglia raddoppiati dal 2015
Settemiladuecentosettantadue. Sono i minori vittime di reato in Italia nel 2025. È un nuovo record, scrive la Fondazione Terre des Hommes, che ha diffuso oggi a Roma i dati elaborati dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale, pubblicati nel dossier Indifesa 2026. Rispetto al 2024 la crescita è minima: 68 vittime in più, circa l’1%. È il decennio a pesare. Dal 2015 l’aumento è del 43%: 2.192 bambini e ragazzi in più.
Il reato più diffuso si consuma in casa. I maltrattamenti in famiglia contano 3.008 vittime, il 41,4% del totale. È la prima volta che si supera quota tremila (nel 2024 erano 2.975, nel 2015, 1.442): in dieci anni sono più che raddoppiate (+109%). “La famiglia, il luogo che dovrebbe essere il primo spazio di protezione, continua a essere, per troppi bambini e bambine, quello nel quale subiscono violenza, trascuratezza o abuso”, scrive la Fondazione.
Poi le violenze sessuali: 881 le vittime, quella aggravate 664 (per un totale di 1.545 abusi). Terzo, l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637. Maltrattamenti, violenze sessuali e abbandono sommano 5.190 vittime, il 71,4% del totale. Più di sette su dieci.
C’è poi il genere. Sei vittime su dieci sono bambine e ragazze. Ma nei reati sessuali la sproporzione si allarga. Il dossier ne considera sette: violenza sessuale, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico.
Le vittime di violenza sessuale nel 2025 sono state 2.451. Di queste, 2.024 sono femmine: l’82,6%. La quota sale all’87% per la violenza sessuale e all’86% per quella aggravata. È del 79% negli atti sessuali con minorenne e nella detenzione di materiale pornografico, del 76% nella prostituzione minorile, del 71% nella pornografia minorile, del 65% nella corruzione di minorenne. Anche nei maltrattamenti in famiglia le bambine sono la maggioranza, il 54%, con una tendenza in crescita costante nell’ultimo decennio.
Aumentano anche gli altri reati che chiamano in causa la responsabilità degli adulti. L’abbandono segna +10% in un anno e +56% dal 2015. La sottrazione di persone incapaci arriva a 311 casi, +12% e +23%. L’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina coinvolge 360 vittime: +4% sul 2024, +35% in dieci anni.
Il dossier è stato presentato nella sede dell’Anci, e non per caso. L’associazione dei Comuni e Terre des Hommes lavorano a un protocollo d’intesa per rafforzare il ruolo delle amministrazioni locali nella prevenzione della violenza e nella protezione di bambini e adolescenti. “I Comuni rappresentano il primo presidio istituzionale e più prossimo alla vita quotidiana di bambini, bambine e famiglie”, spiega il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. “È proprio nelle comunità locali – nelle scuole, nei servizi sociali, negli spazi aggregativi e sportivi – che si gioca la partita decisiva per l’emersione precoce dei segnali di disagio”.
Sulla stessa linea il prefetto Raffaele Grassi, vice capo della Polizia e direttore centrale della polizia criminale. “L’argomento è inserito all’ordine del giorno sui tavoli di tutte le prefetture italiane”, assicura. I risultati, su temi così complessi, “si possono ottenere unendo le forze e le rispettive competenze”.
“Di fronte a questi numeri il lavoro di organizzazioni come la nostra non può limitarsi alla denuncia e all’indignazione», aggiunge Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia. Serve “una strategia nazionale stabile, finanziata e misurabile”, che tenga insieme prevenzione, emersione precoce, protezione e presa in carico, oltre alla repressione. Si comincia dalla scuola e dai luoghi frequentati dai minorenni. Poi il sostegno alle famiglie, i servizi territoriali, un web più sicuro.