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 2026  ottobre 08 Giovedì calendario

Matematica, OpenAI pubblica soluzioni di 377 problemi. Protestano gli scienziati

Tra i matematici cresce il malumore nei confronti di OpenAI, accusata di disprezzare il rigore scientifico dopo la pubblicazione martedi di un pacchetto di 377 nuovi risultati matematici finora rimasti aperti in campi che vanno dall’algebra alla teoria dei numeri, dalla geometria alle equazioni differenziali, fino alla logica matematica, alla topologia e all’informatica teorica. Tutti sono stati ottenuti da un modello di intelligenza artificiale interno, più avanzato di quelli disponibili al pubblico. 
Secondo l’azienda, ogni risultato ha richiesto in media circa tre ore di calcolo e quasi tutti sono stati generati da un singolo agente AI a partire da un singolo prompt. Una differenza notevole rispetto alla dimostrazione su Navier-Stokes del mese scorso, frutto del lavoro coordinato di uno «sciame» di 10.000 agenti di intelligenza artificiale, costato milioni di dollari in potenza di calcolo. Molte delle dimostrazioni sono state poi controllate con Lean, un linguaggio informatico che verifica la correttezza logica dei passaggi. 
Garantire l’accesso equo ai modelli
Nessuno di questi risultati risolve un altro Problema del Millennio come appunto successo con le equazioni di Navier-Stokes ma la comunità scientifica è in subbuglio. Il comitato consultivo indipendente di matematici ospitato dall’Institute for Advanced Study di Princeton, il tempio della ricerca teorica dove hanno lavorato Einstein e Gödel, chiede ai laboratori di intelligenza artificiale di garantire un accesso equo ai loro modelli più avanzati a tutta la comunità matematica mondiale. Il gruppo definisce la pubblicazione dei  nuovi risultati «l’inizio, non la conclusione» del processo con cui gli esseri umani dovranno comprenderli e integrarli nel sapere matematico.
Smettere di collaborare con OpenAI
Ancora più dura la reazione dell’Association for Human Mathematics, un’associazione di matematici nata proprio per difendere la disciplina come impresa umana dalla minaccia dell’intelligenza artificiale. In una dichiarazione diffusa il giorno dopo il rilascio, l’associazione accusa OpenAI di aver ignorato proprio la richiesta centrale del comitato di Princeton: smettere di testare i problemi matematici più avanzati sui modelli interni. Respinge l’idea che questi risultati facciano avanzare la matematica (come sostenuto da OpenAI) e invita a guardarli con scetticismo, definendo la pubblicazione di oltre 700 file in un colpo solo «una dimostrazione di potere» e non «la dimostrazione di rigore scientifico». «OpenAI ha dimostrato un totale disprezzo per le norme della ricerca scientifica, norme che garantiscono che la matematica rimanga affidabile, eticamente rigorosa e nell’interesse pubblico» scrivono i matematici che chiedono ai colleghi di smettere di collaborare con OpenAI e di tornare a una visione della scienza che ponga al centro la comprensione umana.
Il timore, hanno ribadito gli studiosi di Princeton, è che l’uso di modelli proprietari e interni crei un «sistema a due livelli», in cui le aziende corrono più veloci di tutti gli altri e i matematici finiscono per essere estromessi dalla loro stessa disciplina. 
Il precedente delle equazioni di Navier-Stokes
Tra le nuove scoperte segnalate martedì c’è un progresso su una versione modificata della famosa ipotesi di Riemann, uno dei grandi enigmi della teoria dei numeri. Un risultato che ha impressionato gli specialisti: Alex Kontorovich, della Rutgers University, ha raccontato al Washington Post che tra i colleghi si parlava da tempo dell’imbarazzo di non riuscire a ottenere nulla di paragonabile, aggiungendo che proprio quello era stato risolto in una sera.
Il dibattito tra matematici e OpenAI sì è acceso subito dopo l’annuncio di OpenAI di aver risolto il problema delle equazioni di Navier-Stokes, che descrivono il moto dei fluidi: uno dei sette Problemi del Millennio fissati dal Clay Mathematics Institute nel 2000, per ciascuno dei quali è previsto un premio da un milione di dollari. Finora ne era stato risolto uno solo, la congettura di Poincaré. Ma l’intelligenza artificiale aveva davvero avuto un’intuizione creativa o si era limitata  a completare gli  ultimi passaggi di un lavoro in gran parte già impostato da ricercatori umani? Sul caso è nata una polemica che si è ulteriormente alimentata. Tristan Buckmaster, matematico della New York University che stava lavorando proprio su Navier-Stokes, ha spiegato che i matematici che interrogano questi modelli potrebbero fornire, senza saperlo, informazioni decisive per arrivare al traguardo. E sulla nuova valanga di risultati è stato netto. Con così tante dimostrazioni pubblicate tutte insieme, ha detto al New York Times, «non credo che abbiano fatto minimamente le dovute verifiche».
Le richieste dei matematici
Il 29 settembre il comitato consultivo di matematici indipendenti aveva già chiesto esplicitamente alle aziende di smettere di testare i loro modelli proprietari sui problemi matematici più avanzati, dichiarando di non approvare questa pratica. Tra le raccomandazioni pubblicate nelle linee guida, anche quella di rendere pubblici tutti i prompt dati all’intelligenza artificiale e le sue «catene di ragionamento». OpenAI sostiene di aver tenuto conto dei consigli del gruppo: per dieci delle nuove soluzioni ha pubblicato anche una sintesi di come il modello ci è arrivato. Ma, come nota il New York Times, sembra meno interessata alla richiesta principale, quella di smettere di mettere alla prova i propri modelli proprietari sui problemi aperti della ricerca.