corriere.it, 8 ottobre 2026
Beckham, le misteriose dimissioni dalla società che gestisce i suoi affari (dopo il super dividendo da 51 milioni)
David Beckham si è dimesso il primo ottobre dal consiglio di amministrazione della DRJB Holdings che gestisce le sue attività commerciali, i diritti d’immagine e le partnership globali. La società è in comproprietà con gli americani di Authentic Brands Group. Non è stata fatta comunicazione pubblica ufficiale ma il file formale delle dimissioni è stato registrato il 7 ottobre nel “cervellone” del registro societario inglese.
Il bilancio record
Pochi giorni fa erano usciti i numeri record del bilancio 2025 della DRJB (acronimo di David Robert Joseph Beckham): 110,5 milioni di dollari di ricavi (+ 20%) e un utile di 65,8 milioni (+47%). Sir David, 51 anni, ha il 45% della società e ha portato a casa un dividendo pro-quota di 51 milioni di dollari, comprensivo anche di una cedola straordinaria.
La partnerhip
Chiuso il bilancio, incassato il superdividendo, si è dimesso. Beckham era nel board fin dalla costituzione della società nel 2021. Ma non ci sono segnali di incrinature nel rapporto con Authentic Brands, un gigante statunitense del licensing e del lifestyle che gestisce i diritti d’immagine di decine di marchi (Reebok, Champion ecc) e icone globali (tra cui Marilyn Monroe, Elvis Presley e Shaquille O’Neal). Anzi i risultati record dovrebbero aver cementato la partnership.
La lite con il figlio
L’ipotesi che la decisione sia stata influenzata dalla recente lite familiare con il figlio Brooklyn che ha accusato apertamente i genitori di voler controllare la sua vita e di mettere il “Brand Beckham” davanti alla famiglia, non trova riscontri.
Poltrona alla manger fidata
Ma chi ha preso il posto dell’ex numero 7 dell’Inghilterra e del Manchester United? Nicola Howson, una figura chiave nel mondo degli affari e della comunicazione della famiglia Beckham. Gestisce diverse aziende e attività della coppia David-Victoria Beckham.
I superpoteri
L’ex calciatore era nel cda in funzione del suo ruolo strategico sia come fondatore che come figura trainante dell’intero ecosistema commerciale. Attraverso la sua cassaforte personale Footwork Productions (con cui detiene il 45%), Beckham conserva diritti di veto fondamentali su come viene sfruttato il suo brand. Nessun accordo commerciale strategico globale o licenza d’uso del nome «Beckham» può essere approvato da Authentic senza il suo esplicito consenso.
Un addio che fa rumore
Ma è rilevante notare che qualche mese fa, a marzo 2026, si era dimesso anche Jamie Salter fondatore e ceo di Authentic che nel 2022 pagò 200 milioni di sterline il 55% dell’impero Beckham. Ha fatto parte del board per gestire la transizione iniziale dopo l’acquisizione della maggioranza e poi a marzo 2026 è uscito passando la poltrona a un manager del gruppo. Lo stesso ha fatto Beckham ma certo fa più rumore l’addio dello «spice boy» alla sua creatura di cui è volto e motore e che ora viaggia a ritmi record di ricavi e utili.