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 2026  ottobre 08 Giovedì calendario

Corinne Clery parla della rottura con il figlio

Un dolore che non passa mai, ma a cui alla fine ci si abitua, seppur con fatica, perché la vita deve andare avanti. Così ha vissuto Corinne Clery negli ultimi nove anni (anzi, «nove anni e quattro mesi, perché li conto») da quando si sono interrotti completamente i rapporti con il suo unico figlio. «Oggi ho quasi perdonato, non sento rancore, non sento rabbia – ha confidato l’attrice nel salotto de La Volta Buona –. Prima avevo i nervi a fior di pelle e scattavo per qualunque cosa, adesso non è più così, però sento il bisogno di rifarmi una vita. Non intendo una vita con un uomo o una famiglia, ma di rifarmi una vita allegra, perché io non rido più». Alla domanda di Caterina Balivo se riallacciare il legame con il figlio non potesse aiutarla a ritrovare l’allegria perduta, Clery è stata però categorica. «No, sarebbe la mia fine. Quando non c’è niente da fare e ricevi solo dolori, dolori e dolori, senza capire il perché, arriva un momento in cui scatta l’autodifesa. Io ormai non piango più». 
Poco prima Enzo Paolo Turchi, seduto accanto a lei sul divano, si era commosso ripensando alla sua infanzia e alla sofferenza vissuta a causa dell’abbandono del padre quando lui aveva solo 4 anni, complice anche la perdita di due figli durante la guerra che aveva allontano i suoi genitori. «Quando ero ragazzino, li ho odiati, perché non erano presenti – erano state le parole del coreografo – però oggi voglio chiedere scusa ai miei genitori, perché non avevo capito il dolore che stavano vivendo in quel momento. La perdita di due figli è terribile e oggi farei qualsiasi cosa per stare anche solo un giorno con loro». Sulla spinta di questa confessione, Turchi ha quindi invitato l’amica Corinne a «resettare tutto», ma l’attrice ha ammesso di non sentirsi in grado di farlo, neppure considerato il fatto che sia il suo unico figlio e che, oltre a lui, da un anno e mezzo non veda più nemmeno le sue nipoti. 

«Non è possibile e non lo voglio fare – ha spiegato l’attrice – perché ho sofferto troppo, ho fatto una grande fatica a sopravvivere per tanti anni, ma non uscivo più, non ridevo più. Per fortuna ho un altro tipo di famiglia, degli amici carissimi e ho da poco riacquistato serenità». Insomma, zero possibilità di riconciliazione? «No, non c’è niente da fare – ha escluso Clery -. Arriva un momento in cui devi avere dignità e io l’ho persa la mia dignità, ma adesso, dopo 9 anni e 4 mesi, perché li conto, io ho recuperato in qualche modo la mia dignità. Quando ho realizzato tutto quello che avevo subito, ho detto basta. Ho pietito per anni un abbraccio, una carezza, un fiore, un “ti voglio bene mamma”, mai avuto nulla. Abbiamo chiuso da 9 anni, ma sono 30 anni che è così e le ho provate tutte». L’ultima frase è però un augurio a quella parte di famiglia che per lei adesso non è più tale. «Spero che loro stiano bene», ha concluso infatti l’attrice.