corriere.it, 8 ottobre 2026
Come si mangia nella mensa della Lavazza
Quartiere Aurora in via Bologna 20/A dove sorge il centro direzionale Nuvola Lavazza, affacciato sul giardino verde, troviamo uno spazio di ristorazione collettiva aperto non solo ai dipendenti, ma a tutti quelli che vogliono fermarsi per una pausa pranzo in un luogo piacevole, luminoso con un’offerta gastronomica di eccellenza. Un luogo da dove passa sicuramente anche il primato dell’azienda dal punto di vista della qualità della vita dei lavoratori appena riconosciuto a livello nazionale dalla classifica dei Best Employers per il secondo anno consecutivo
Aperto alla città
«Un luogo che supera il concetto di mensa aziendale aprendola alla città, proprio per questo è unico nel suo genere», precisa Maria Elena Sidoti, responsabile dell’accoglienza.
Il Bistrot Casa Lavazza ha come guida Federico Zanasi, chef di Condividere, il ristorante stellato del gruppo che è annesso al bistrot. La cucina dal 2023 è affidata a Steve Caruso, giovane chef che inizia la sua carriera lavorativa al Combal Zero con Davide Scabin e, dopo alcune esperienze formative all’estero, ritorna a Torino a fianco di Zanasi come sous chef. Oggi guida una brigata di otto persone compreso un pizzaiolo per un luogo il cui principio ispiratore è sentirsi a casa.
«Una filosofia che inizia dallo studio dal menu – racconta lo chef -. L’impronta è stagionale, cambia ogni giorno per non annoiare i clienti e viene studiato appositamente per offrire una dieta varia e bilanciata con attenzione alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi. Tutto viene preparato fresco. Dopo un primo periodo di assestamento per interpretare come i nostri clienti si ponevano di fronte alle scelte, oggi a fine servizio non abbiamo cibo in eccesso ed abbiamo trovato il corretto equilibrio tra qualità e ristorazione collettiva».
Cosa si mangia alla «mensa» Lavazza
L’offerta gastronomica varia permette di scegliere il tipo di alimentazione adatto alle esigenze, comprese le intolleranze, e ai gusti personali. Si possono trovare le ricette amate dallo chef, come l’insalata russa, e piatti gourmet, un’incredibile Tartare di pomodoro che ricorda la Tomato Steak Tartare di Ferran Adrià. Sicuramente una sfida giocata sui grandi numeri, ogni giorno vengono serviti oltre 600 pasti in un intervallo di tempo limitato.
Il locale è impostato su tre isole self service che diventano tre ristoranti, ognuno con il proprio nome, proprio menu e una decina di proposte. San Tommaso 10, l’indirizzo dove nasce la storia della drogheria Lavazza (oggi è un ristorante guidato dallo chef Gabriele Eusebi), qui si trovano le preparazioni a vista cucinate sulla griglia e una straordinaria offerta di pizze da quella del giorno a quelle tradizionali, farinata compresa. Al centro Tierra, l’isola per chi desidera un’offerta green e salutistica con centrifugati, ottimo l’estratto di finocchio, arancia, ananas e menta, zuppe dal passato di verdure alle creme e insalate, da quelle semplici a quelle gustose, come la Waldorf. Murisengo, la cittadina del basso Monferrato, luogo natio del fondatore Luigi Lavazza, dedicata alla tradizione con pasta al forno, secondi di carne e di pesce, contorni caldi.
Meglio prenotare
Oltre agli spazi comuni il Bistrot dispone di quattro salette private utilizzate per pranzi di lavoro, prenotabili sia da interni che da esterni (per loro sempre meglio prenotare), con un servizio personalizzato ai tavoli ed una selezione di piatti alla carta. Prezzi assolutamente interessanti che non raggiungono gli otto euro, neppure per un brasato al vino rosso. I primi piatti non superano i sette euro che diventano quattro per i contorni. In ottica di welfare aziendale, è stato introdotto anche un servizio Take-Away, che consente ai dipendenti del Centro Direzionale di portare a casa piatti pronti realizzati con la stessa cura della cucina interna.