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 2026  ottobre 08 Giovedì calendario

Francia, le proteste non si fermano

Nuova giornata di grande mobilitazione nella scuola oggi, ma anche debito pubblico record, il rincaro del carburante e uno scontento degli agricoltori che minaccia di esplodere in una nuova crisi. Il premier Sébastien Lecornu, si è rivolto ai francesi, ieri sera, per cercare di rassicurare il Paese alle prese con il caos nelle piazze, e con una legge di bilancio da approvare a tutti i costi per evitare l’assalto dei mercati.
«Tra qualche mese potrete scegliere un nuovo presidente e un nuovo governo. Nel frattempo dobbiamo restare uniti, perché la Francia resiste grazie al lavoro di milioni di donne e di uomini». Se il presidente Macron ha scelto di rimanere un passo indietro e non intervenire, Lecornu ha affrontato prima di tutto la questione dei liceali in rivolta e della dura repressione della polizia, difendendo l’operato delle forze dell’ordine: «A differenza di quel che alcuni dicono e ripetono (gli esponenti della France insoumise di Jean-Luc Mélenchon, ndr), gli agenti non hanno affatto l’ordine di affrontare i liceali. Devono agire in modo proporzionato ma in un contesto spesso molto difficile».
I social media sono pieni delle immagini delle violenze dei casseur, ma anche di eccessi degli agenti che non esitano a sparare ad altezza d’uomo e a distanza ravvicinata granate assordanti e pallottole di gomma. Dopo che due giorni fa un ragazzino a Lens, ha avuto la mano strappata, ieri il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato che l’uso delle granate viene sospeso, in attesa di accertare le circostanze della mutilazione. Una decisione accolta con perplessità dai sindacati di polizia, ma con soddisfazione da quanti criticano la cultura francese di mantenimento dell’ordine pubblico, all’opera ormai dal 2016: «L’uso delle granate quindi non è indispensabile – dice il sociologo Sébastien Roché —, e la de-escalation avrebbe potuto essere decisa prima». Dall’inizio del movimento, quasi due settimane fa, alcuni politici hanno deciso di frapporsi tra gli studenti e la polizia, come ha fatto ancora due giorni fa il sindaco di Saint-Denis, Bally Bagayoko, osannato dai ragazzi ma segnalato per incitamento alla violenza.
Il premier Lecornu ha confermato che fino alla fine della settimana nei licei si terranno momenti di discussione e riflessione al posto delle normali lezioni, che però dovrebbero riprendere normalmente lunedì, almeno nelle speranze. Oltre 40 mila ragazzi hanno scritto le loro esigenze nella piattaforma online aperta dal ministero, e a fine ottobre il governo presenterà le prime risposte. Il premier ha ricordato che il bilancio appena presentato prevede un aumento di fondi per la scuola di 1,2 miliardi di euro, per un totale di 64 miliardi.
Se l’estrema sinistra della France insoumise continua a sostenere senza esitazioni la protesta dei ragazzi, la favorita alle presidenziali Marine Le Pen gioca sulla stanchezza dei cittadini di fronte al caos nelle strade e agli atti di vandalismo dei casseur che si ripetono ormai da anni, in occasione della riforma delle pensioni, della protesta dei liceali o di qualsiasi altro momento di aggregazione. «L’urgenza è riportare l’ordine, aumentare gli stipendi degli insegnanti e applicare finalmente il principio “chi rompe paga” di cui si parla molto invano».
Una mano al governo potrebbe darla il calendario: alla fine della prossima settimana cominciano 14 giorni di vacanze scolastiche.