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 2026  ottobre 07 Mercoledì calendario

Impennata di furti di carburante nei depositi

Le stazioni di servizio clandestine non sono state ancora scovate, ma il mercato nero sì. E il traffico di carburante, ovviamente a prezzo calmierato e certo senza regole sul prezzo medio, diventa fiorente. Ad alimentarlo, in tempi di prezzi alle stelle e di sconti sulle accise che finiscono troppo velocemente, sono i ladri. Bande vere o delinquenti senza un’organizzazione precisa. Gasolio agricolo e da trazione, diesel per autobus e anche quello da riscaldamento: l’assalto avviene sempre di notte, nei depositi dei cantieri o in quelli delle grandi aziende, nei parcheggi delle società di trasporti oppure nei capannoni delle imprese agricole, in piena campagna. I casi sono tanti e la mappa dei furti messi a segno nell’estate dei rincari da allarme rosso tocca praticamente tutte le regioni. Carabinieri e polizia registrano denunce e avviano le indagini, mentre i finanzieri della Campania hanno anche recuperato una scorta di 30 mila litri di carburante finita all’interno di taniche con etichetta falsificata ad arte.
I BLITZ
Gli incappucciati della benzina arrivano in piena notte nei piazzali, quando i camion sono fermi e i cantieri deserti. Il metodo è semplice e bastano davvero pochi attrezzi, specie se è semplice arrivare alle cisterne e se non ci sono telecamere: un tubo, una pompa e qualche tanica. Il fenomeno criminale non è nuovo del tutto, ma da quando lo stretto di Hormuz è chiuso e le esportazioni dai Paesi del Golfo sono paralizzate l’escalation si vede dal numero delle denunce. L’attività dei ladri corre alla stessa velocità dei prezzi nelle stazioni di servizio. E non è più solo per un pieno gratis, come ricordano i contadini che venivano derubati in passato. Ora la strategia ha un altro obiettivo: alimentare un mercato parallelo e rivendere il carburante rubato alle aziende che devono fare i conti con rincari da capogiro. Un dossier particolare le forze dell’ordine non lo hanno ancora elaborato, ma le indagini si incrociano, anche perché il sospetto è che in alcune regioni esista una rete specifica. E con collegamenti in zone diverse.
LA MAPPA
Le cronache dei furti, intanto, si ripetono quotidianamente. Da Nord a Sud, tra zone industriali e aree rurali. Migliaia e migliaia di litri, che a conti fatti valgono molti milioni di euro. A Pusiano, nel Comasco, sono spariti tremila litri destinati ai generatori di una galleria: un bottino, secondo la denuncia, di oltre settemila euro. A Gallipoli ne sono stati rubati 1.400 dal serbatoio di un generatore di un impianto di depurazione. A Martinengo, nel Bergamasco, i ladri sono tornati tre volte nello stesso piazzale e alla fine hanno portato via quasi una tonnellata di carburante. Sono i colpi più consistenti di una sequenza che, negli ultimi mesi, si è intensificata nonostante gli interventi del governo per calmierare i prezzi alla pompa. A Belpasso, nel Catanese, sono stati recuperati 420 litri rubati dai mezzi di un cantiere della metropolitana. A Perugia il furto è cominciato tra le macchine del cantiere Metrobus, con taniche e tubi già pronti per il travaso, mentre a Comiso i carabinieri hanno recuperato circa 120 litri sottratti da due autocarri. In Abruzzo l’ultimo commando entrato in azione ha fatto il colpo grosso: a Furci sono stati rubati trattori, attrezzature e anche una grande quantità di carburante agricolo. Nella zona di Vasto gli agricoltori hanno denunciato altre incursioni e serbatoi svuotati. In Sardegna, nello scorso fine settimana, il copione si è ripetuto nell’Oristanese, tra Riola Sardo e Nurachi, dove i ladri (in una sola notte) hanno svuotato i serbatoi di otto veicoli per poi passare al parcheggio di un’impresa edile dove hanno rubato la benzina di tre mezzi da cantiere e un’auto. Anche a Roma, in un cantiere del Quarticciolo, il furto di 30 litri di benzina, preparato con il metodo tradizionale della pompetta e della tanica, è costato anche l’arresto a un disoccupato colto sul fatto dai carabinieri.
GLI ARRESTI
Ad Aversa sono stati presi di mira i mezzi di un’azienda che raccoglie i rifiuti, mentre ad Anagni un ladro è stato sorpreso mentre cercava di svuotare il serbatoio di un autobus. A Montalenghe, nel Torinese, il responsabile dei furti era un dipendente di un’azienda che da mesi denunciava i furti: a casa aveva un serbatoio da mille litri che, secondo gli investigatori, sarebbe stato alimentato proprio con il carburante sottratto in precedenza. A Paese, nel Trevigiano, un’azienda di autotrasporti ha denunciato il furto di circa 500 litri e in Calabria, nel Vibonese, le telecamere hanno ripreso un uomo mentre aspirava gasolio dai mezzi di una società, utilizzando un tubo e alcune taniche. Non sempre il bottino viene quantificato, ma il gesto è lo stesso: arrivare dove il carburante è fermo, aprire il serbatoio e portarlo via.
LE RETI
La Guardia di finanza ha già scoperto diversi circuiti illegali: gasolio agricolo agevolato rivenduto a privati, depositi abusivi, carburante destinato al mercato nero. In Puglia, durante i controlli sulla filiera, sono stati individuati casi di vendita clandestina di gasolio agricolo: a Orta Nova, nel Foggiano, ne sono stati sequestrati in una sola operazione circa 1.400 litri, venduti a un prezzo molto più basso di quello praticato alla pompa. Un altro fronte è quello di Taranto, dove sono stati intercettati oltre 30 mila litri di carburante destinati, secondo gli investigatori, al mercato illecito locale. E ancora in Puglia, a Gallipoli, sono emerse cessioni irregolari di gasolio agricolo a centinaia di automobilisti privati, trasformando il carburante destinato a usi agevolati in una sorta di distributore parallelo. Ma il fenomeno non si ferma al Mezzogiorno. A Marigliano, nel Napoletano, sono stati sequestrati altri 30 mila litri di un prodotto chiamato “Designer Fuel”, una miscela di idrocarburi simile alla benzina, trasportata in trenta grandi contenitori da mille litri ciascuno e accompagnata da documenti in cui invece si parlava di olio per dischi-freno. Un carico pronto a entrare nel circuito commerciale senza passare dai normali controlli fiscali. Il fenomeno non sfugge alle forze dell’ordine che hanno intensificato i controlli. Con due obiettivi: verificare se esiste la regia unica delle bande e se la criminalità organizzata abbia già messo le mani nell’affare, anticipando le sue mosse rispetto a quelle del governo che prova a calmierare i prezzi nelle stazioni di servizio.