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 2026  ottobre 07 Mercoledì calendario

Legge elettorale, il governo incassa alla Camera anche la terza fiducia

Nessun colpo di scena. Tutto fila liscio, come previsto. Il governo incassa alla Camera anche la terza fiducia, quella posta sull’articolo 3 della legge elettorale. Occhi puntati, adesso, al voto finale sulla riforma, che si terrà domani: sarà a scrutinio segreto e potenzialmente è questo l’unico momento di rischio per le forze di governo. Ma una bocciatura farebbe naufragare l’intera riforma, non un singolo emendamento. Per questo Giorgia Meloni ha già precettato tutti i deputati del centrodestra.
Il via libera alla fiducia sull’articolo 3 è arrivato con 228 voti a favore e 144 contrari e tre astenuti. L’articolo in questione, così come modificato dal Senato, ridisegna alcuni collegi dell’Alto Adige, ovvero Merano, Bressanone e Bolzano. Ieri l’Assemblea aveva già votato a favore della fiducia sugli articoli 1 e 2. Approvato anche l’articolo 8 che estende il diritto di voto ai fuori sede anche ai caregiver familiari. La modifica a palazzo Madama era arrivata con voto bipartisan mentre, in questo caso, le forze di opposizione di sono astenute.
In Aula Simona Bonafè ha annunciato “l’astensione del Pd. Accogliamo con favore la possibilità data anche ai caregiver di poter votare fuori sede, nel luogo in cui si trovano domiciliati al momento del voto. È un passo in avanti, anche se un piccolo passo in avanti non fa una buona legge“. Si è astenuto anche il M5s: Vittoria Baldino ha anche criticato la non estensione del diritto per esempio “ai caregiver non familiari“. Astensione anche da parte del gruppo di Avs, con Filiberto Zaratti che ha spiegato: “Voteremo contro questa legge ma su questo punto ci asterremo. È una piccola goccia di positività nel mare di incostituzionalità e delle ingiustizie” della legge. “Ci asterremo – ha spiegato Azione per voce di Valentina Grippo – nello stile di Azione non voteremo contro perché é un passo avanti seppur incompleto, non possiamo votare a favore perché” è una norma incompleta ed è all’interno di una legge elettorale “antidemocratica”.
Incassate le tre fiducie (dove si vota in modo palese) alla destra rimane l’ultimo scoglio per arrivare all’approvazione definitiva della riforma elettorale. La maggioranza dichiara di non avere paura del voto secreto, dichiarando di poter contare su una compattezza già dimostrata in questi giorni. La chiamata alle armi, dunque, finora ha funzionato. L’appuntamento è a domani, quando dalle 10.30 sono previsti gli interventi con dichiarazioni di voto finale in diretta tv alla Rai. Il voto, a scrutinio segreto, è previsto alle 12.30.