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 2026  ottobre 07 Mercoledì calendario

Il 75% degli ucraini favorevole a negoziati con la Russia

Certezze e incertezze, dubbi e aspettative, si possono trasformare in numeri. È quello che di solito fanno i sondaggisti. E i numeri dicono che il 75% degli ucraini raggiunti dal sondaggio del Kiis, Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev, dicono sì ai negoziati per mettere immediatamente fine alla guerra con la Russia. Ma è un sì che “non implica la disponibilità a far concessioni alla Russia”. L’interrogativo – questo è stato esplicitato più volte nel report Kiis – riguardava esclusivamente “l’opportunità di avviare negoziati”, ma non “l’eventualità” di fare concessioni alla Russia; è errato “interpretare questa domanda come una misura del sostegno a concessioni” a Mosca. In chiaro: gli ucraini vogliono una pace accettabile, sono pronti a compromessi, non a capitolazioni.
Il 21% degli ucraini si è detto contrario ai negoziati e solo il 4% è dichiarato indeciso. Si legge nel report dei ricercatori che “la stragrande maggioranza degli ucraini – il 79% – ritiene che l’Ucraina finirà per vincere la guerra: il 47% ne è assolutamente convinto, mentre il restante 32% è propenso a pensarlo”. Le risposte, rispetto a quelle del sondaggio condotto nel febbraio 2025, risultano praticamente quasi identiche: anche qualche mese fa, il 74% della popolazione era favorevole ai negoziati. In sostanza, gli ucraini mantengono la stessa posizione mentre il fuoco russo continua ad aumentare, ma il direttore del Kiis, Anton Hrushetskyi, commenta: “Nonostante l’intensificarsi del terrore russo contro la popolazione civile e la reazione dei nostri partner occidentali – non sempre sufficientemente decisa o supportata da azioni concrete – gli ucraini sono pronti a sostenere il peso della guerra e a proseguire fino al raggiungimento di una pace accettabile”.
La guerra si trascina da quattro anni e ora scorre inarrestabile verso il 2027; ieri un drone russo ha colpito un altro ponte: dopo il Sever a Kiev, è stato centrato quello di Zaporizhzhia. Gli ucraini si preparano all’intensificarsi dei raid: “Oggi abbiamo ricevuto informazioni aggiornate sui preparativi russi per un attacco su vasta scala. Stiamo preparando una contromisura”, ha detto Zelensky. Il bilancio dell’ultimo weekend è stato particolarmente funesto per il numero di vittime e danni alle infrastrutture per Kharkiv e Sumy, Donetsk, Kherson, Dnipro, Zaporizhzhia, Chernihiv, Mykolaiv e Odessa, ha riferito il portavoce dell’Onu Farhan Haq.
Le Nazioni Unite, insieme alla Turchia, sono pronte a mediare per un cessate il fuoco nel Mar Nero, per evitare che le mancate forniture di cereali scatenino un rincaro dei prezzi sul mercato globale. Sembra difficile anche solo immaginare altri negoziati: quelli trilaterali che il presidente ucraino aveva detto si sarebbero tenuti tra Mosca e Kiev, con Washington al tavolo, a fine ottobre.