La Stampa, 7 ottobre 2026
Wall Street da record. Torna l’euforia per l’Ai. Nasdaq ai massimi storici
Ventotto. È il numero di volte in cui l’S&P 500 ha toccato nuovi massimi nel 2026. L’ultimo aggiornamento è di ieri: toccata quota 7.830 punti. E arriva il giorno dopo il rinnovato record storico del Nasdaq, che continua a viaggiare all’insù. Dow Jones in risalita, sebbene sia distante dagli oltre 54.000 punti di inizio agosto. Il turbo all’azionario made in Usa arriva dai rinvigoriti acquisti dei titoli tech e dell’intelligenza artificiale, oltre alla frenata del rally dei prezzi del petrolio Brent e Wti usciti dall’aura dei 100 dollari al barile. Un allentamento, quest’ultimo, che getta acqua sulla fiammata inflazionistica frutto delle tensioni in Medio Oriente. A placare la corsa del greggio ci pensano il rilascio delle riserve strategiche dei Paesi G7 e l’aumento dell’export dal Golfo. Su quest’ultimo punto, due conferme targate Abdulaziz bin Salman e Russell Hardy. Rispettivamente, il ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita e l’amministratore delegato di Vitol, multinazionale olandese di trading nei settori energia e materie prime. Il primo fa presente che i volumi trasportati ieri attraverso l’oleodotto East-West che collega Yanbu al Mar Rosso – colpito da raid a metà settembre – sono 5,8 milioni di barili. Mentre il secondo riporta come nell’arco dell’ultima settimana ogni giorno siano partiti dall’area circa 12 milioni di barili di greggio e altri 2 di prodotti raffinati.
Una boccata d’ossigeno per l’obbligazionario. In calo i rendimenti dei Treasury a dieci e trent’anni, che avevano ripreso ritmi scomparsi da decenni. Nello specifico, dal 2002. Ma le preoccupazioni restano, dato che il decennale è ancora sopra il 5,2% e il trentennale oltre il 5,6%. Riflessi anche sull’Europa. Lo spread fra i titoli di Stato italiano e tedesco a dieci anni ha chiuso a 104,82 punti base. Quasi 8,5% in meno rispetto alla seduta precedente. Flessioni per Btp decennale (4,52%), Bund tedesco (3,48%) e, soprattutto, Oat francese (4,74%). Il mercato attende i verbali della riunione di settembre della Fed, previsti oggi. E, intanto, ridimensiona le attese di un altro ritocco al rialzo dei tassi d’interesse già nella prossima riunione, in programma a fine mese. E punta piuttosto a un rialzo a fine anno. E così l’idea di un costo del denaro in aumento sostiene i titoli tecnologici. L’indice Philadelphia Semiconductor, che raggruppa i titoli dei chip Usa, è cresciuto del 15% dall’inizio di settembre.
Se Nvidia si approssima verso una capitalizzazione di 5.700 miliardi di dollari, Advanced Micro Devices prosegue la sua corsa. In luce Marvell Technology, realtà specializzata in semiconduttori, dopo la stima sui ricavi fra i 70 e i 90 miliardi nell’anno fiscale 2031. Così come Advanced Micro Devices dopo che Citi ha alzato il target price a 800 dollari. Per Ben Snider, chief Us equity strategist di Goldman Sachs, i titoli legati alle infrastrutture per l’Ai contribuiranno per oltre il 50% alla crescita dell’utile per azione dell’intero S&P 500 nel terzo trimestre. Altra «notizia positiva per i semiconduttori» giunge da trimestrale e guidance sopra le attese di Micron, produttore di memorie, «a conferma che i fondamentali dell’Ai continuano a mostrare segnali di forza», spiega il team advisory & gestione di Intermonte. Eppure, la febbre per i data center che sfruttano l’Ai accende le spie sul cruscotto. Nel report “Short term energy outlook”, l’Energy Information Administration degli Usa osserva che il consumo di energia elettrica nel Paese toccherà livelli record già quest’anno: la domanda salirà a 4.288 miliardi di kWh. E nel 2027 a 4.356 miliardi di kWh. Mentre lo stesso rapporto vede al rialzo le previsioni sui prezzi del greggio. Tornando alle Borse, da un continente all’altro, gli acquisti prendono la stessa onda statunitense: su una Piazza Affari da +0,87% a chiusura, avanza la serie positiva della società di semiconduttori Technoprobe ( +2,79%, a 36,84 euro). Acquisti su Stmicroelectronics (+2,22%, a 51,99 euro). In positivo anche Francoforte (+0,82%), Parigi (+0,40%) e Madrid (+0,75%).