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 2026  ottobre 07 Mercoledì calendario

Psicologo obbligatorio a scuola, Valditara: “Sciocchezze”. La proposta è della Lega

“C’è qualcuno che oggi addirittura propone una psicologia obbligatoria, uno psicologo obbligatorio a scuola a prescindere dai bisogni: la psicologizzazione di tutti gli studenti. Che secondo me è una sciocchezza”. Dice così a un convegno in Senato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, rivendicando l’attesa creazione del servizio AscoltaMi: cinque sedute gratuite in videoconferenza con psicologi per i ragazzi con criticità segnalate dalle famiglie o dalla scuola.
Ma chi è che ha proposto quella «sciocchezza» dello psicologo obbligatorio a scuola?
La proposta di legge, che prevede due ore al mese di psicoterapia a scuola con frequenza obbligatoria (ma senza voto), è stata depositata qualche giorno fa a Montecitorio dalla Lega. Cioè dal partito del ministro Valditara.
E a presentarla non è stato un peone, come scriveva Repubblica, ma il braccio destro di Matteo Salvini a Palazzo Chigi, Armando Siri, consigliere del vicepremier e coordinatore dei dipartimenti della Lega (l prima firma è invece della deputata Giorgia Latini). Siri che ora è “stupito” dalle parole del ministro che sembrano all’ex sottosegretario in linea con quelle di Rossano Sasso di Futuro nazionale.
Della proposta ovviamente Valditara era stato informato. Per Siri, anzi, era un “arricchimento del suo lavoro”.
La proposta della Lega
Si tratta di una iniziativa, molto costosa, con l’arruolamento scaglionato di 18mila docenti psicoterapeuti, nata “dall’urgenza non più rimandabile di affrontare in modo strutturale l’allarmante incremento del disagio psicologico, emotivo e relazionale che colpisce le giovani generazioni”. E si traduce in “due ore mensili destinate a ciascuna classe (...) sull’intelligenza emotiva, sulla decostruzione dei modelli violenti, sulla gestione della rabbia e dei conflitti relazionale”. Con presenza obbligatoria. Più “colloqui clinici individuali e privati, attivabili in piena riservatezza su richiesta”.
La polemica politica
Dal deputato di Futuro nazionale Rossano Sasso era arrivata una bocciatura senza appello, ritenendo l’idea una “forma di medicalizzazione della scuola pubblica legata a modelli ideologici progressisti”. La stessa linea di Jacopo Coghe dell’associazione ultra conservatrice ProVita&Famiglia, che si è scagliato contro la proposta chiedendo alla Lega di ritirarla. Tanto da guadagnarsi la pronta replica della campagna “Diritto a stare bene”, che sta raccogliendo le firme per trasformare il servizio AscoltaMi in presidio psicologico stabile in oltre 500 scuole per 500mila studenti e studentesse con l’assunzione di 600 psicologi e psicologhe a tempo pieno: “I ProVita lo dicono alle vittime di bullismo e violenza e alle loro famiglie che la presenza di uno psicologo significa fare della scuola un ambulatorio di indottrinamento”, avevano detto.
Per Valditara, invece, a sentire il convegno, il modello migliore è quello già messo in campo: “Laddove la famiglia o la scuola segnali delle criticità abbiamo messo a disposizione 5 sedute per capire se ci sono criticità che hanno bisogno di un intervento più strutturato che ovviamente non può essere la scuola a fornire: un altro esempio di collaborazione tra scuole e famiglie”.
La replica di Siri
E allora è proprio l’ex sottosegretario Armando Siri a spiegare a Repubblica: «Al ministro, con il quale ho parlato alla vigilia della presentazione del testo, ho già spiegato che purtroppo sono proprio le famiglie a cui lui si appella, che sono sempre più polverizzate e disgregate. Per questo c’è bisogno che la scuola offra un supporto ai ragazzi e anche proprio alle famiglie e agli insegnanti come prevede la nostra la proposta”.
A Valditara dice: “Lasciamo le sindromi nevrotiche ossessive a chi come Rossano Sasso di Futuro nazionale vede il gender come uno spauracchio a ogni angolo. Il testo prevede l’educazione alle relazioni, lo sviluppo dei talenti individuali e al confronto costruttivo di gruppo intervenendo anche nelle dinamiche interne proprio delle famiglie”. “Mi stupisco – aggiunge – che il ministro segua proprio l’invito di Sasso a prendere le distanze da un’iniziativa utile, sana e apprezzata da tutti coloro che mettono il buon senso prima dell’ideologia”. Anche perché, ricorda, “è proprio il ministro che aveva proposto all’interno del protocollo di intesa con la Cultura e la Famiglia il progetto ‘educare alle relazioni’”. E il testo – ribadisce Siri – “è il percorso di un confronto con l’Ordine degli Psicologi che hanno un osservatorio privilegiato sulla condizione dei nostri bambini e adolescenti scevri da contaminazioni politiche”.
E mentre nel Carroccio si dibatte, a gioire è proprio Sasso: «Prendo atto con piacere che Valditara la pensi come me: la proposta non è solo una sciocchezza, è anche pericolosa», dice. «C’è un’incoerenza intellettuale – sostiene rivolto a Siri – in chi chiede lo psicologo obbligatorio a scuola e, per attaccare chi la pensa diversamente, usa una malattia psichiatrica come il disturbo ossessivo-compulsivo. Noi in classe vogliamo solo docenti».
Ma di mollare, il coordinatore leghista Siri non ha alcuna intenzione: “Andiamo avanti con il confronto parlamentare che è sempre utile – dice – Sono certo che nel cammino troveremo l’adesione anche del ministro con cui resta la massima la collaborazione”.