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 2026  ottobre 07 Mercoledì calendario

Okinawa, marine Usa accusato di aver ucciso una donna: coprifuoco nella base

Coprifuoco, niente alcol e un corso di formazione sulla disciplina per i soldati americani. Dopo il caso del marine Usa arrestato con l’accusa di aver rapinato e ucciso una donna a Okinawa – caso che ha scatenato proteste dei residenti locali e del governo giapponese – l’esercito statunitense afferma ora che “episodi come questo ci impongono di fermarci a riflettere”. Una vicenda, l’ennesima, che ha riacceso le tensioni riguardo la massiccia presenza militare americana nell’arcipelago nipponico.
Tutto il personale militare statunitense presente a Okinawa osserverà una sospensione delle operazioni di 48 ore a partire da mezzogiorno di oggi: periodo durante il quale non saranno concesse “licenze fuori dalla base, compreso il divieto assoluto di consumo di alcolici sia all’interno che all’esterno della base”, ha affermato il tenente generale Benjamin Watson, coordinatore dell’area di Okinawa delle forze armate statunitensi in Giappone. Durante queste 48 ore di pausa verranno condotte attività di formazione “sulle norme, sulla disciplina e sulle nostre responsabilità”. A partire da venerdì, poi, verrà imposto un coprifuoco per i soldati da mezzanotte alle 5 del mattino, per un mese.
L’annuncio è arrivato dopo che la polizia ha arrestato domenica Devin Ballard, un marine statunitense di 20 anni, con l’accusa di aver rapinato e ucciso Anna Yagi, 39 anni, sabato in un hotel della città di Naha. Lui si è dichiarato innocente. Un caso che ha suscitato – ancora una volta – indignazione a Okinawa. A protestare in maniera decisa è stato pure il governo centrale, con la premier Sanae Takaichi che in questi giorni ha parlato di crimine “estremamente brutale e atroce” e ha chiesto agli Stati Uniti misure per prevenire simili episodi in futuro. “L’omicidio potrebbe complicare l’impegno della prima ministra volto a rafforzare le forze armate giapponesi a Okinawa e a instaurare una collaborazione più stretta con le forze armate statunitensi per fungere da deterrente nei confronti della Cina nella regione”, commenta l’Associated Press.
Il Giappone ospita il più grande contingente all’estero delle forze armate statunitensi a livello globale: 60 mila militari, la metà dei quali a Okinawa, che gli Stati Uniti hanno occupato dalla fine della Seconda guerra mondiale fino al 1972. Okinawa riveste un’importanza strategica, vicina alla Cina e a Taiwan.
I reati commessi dai militari statunitensi costituiscono da decenni una fonte di tensione nelle relazioni tra Tokyo e Washington. Lo stupro di una ragazzina di 12 anni di Okinawa da parte di tre militari statunitensi, avvenuto nel 1995, scatenò all’epoca proteste di massa. Nel 2017, un ex marine statunitense, impiegato presso una base militare, è stato condannato all’ergastolo per lo stupro e l’omicidio di una ventenne. Quello stesso anno un marine in stato di ebbrezza si è schiantato con la propria macchina contro un minivan causando la morte di un 61enne giapponese. L’anno scorso, un tribunale ha condannato a sette anni di reclusione un marine accusato di aver strangolato una donna e di aver tentato di violentarla. Crimini che hanno alimentato il malcontento riguardo alla massiccia presenza di truppe statunitensi nell’arcipelago.
Oggi il governatore di Okinawa Genta Koja ha incontrato a Tokyo il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi. “Il fatto che un incidente del genere si sia verificato nuovamente ci costringe a concludere che la disciplina all’interno delle forze armate americane e la loro formazione in materia di diritti umani non funzionano”, le parole del governatore, come riporta l’agenzia Afp.