la Repubblica, 7 ottobre 2026
Popolari e destra contro Bruxelles sugli affitti brevi
La destra lo accusa di «calpestare la proprietà privata», la sinistra di difendere gli speculatori. Persino dai Popolari, di solito schierati con la Commissione Ue, arriva la richiesta di «rivedere profondamente il testo». Alla Plenaria di Strasburgo l’Affordable House Act riceve più critiche che consensi.
Il commissario per le Politiche abitative Dan Jørgensen cerca di parare i colpi, spiegando che il regolamento non obbliga le amministrazioni locali e statali a imporre limitazioni sugli affitti brevi, ma fornisce piuttosto «uno strumento legislativo» a quei sindaci che, nelle zone a maggiore pressione abitativa, vogliono introdurre misure per fare in modo che «un maggior numero di alloggi venga messo a disposizione» di lavoratori e famiglie.
Jørgensen ammette che «gli affitti brevi, le seconde case e gli immobili sfitti non sono la causa principale» della crisi abitativa in Europa, e assicura che Bruxelles metterà a punto altri interventi per «contrastare la speculazione, sostenere i più vulnerabili e ridurre la burocrazia».
Dal dibattito in Plenaria però le chance di questo regolamento, già assegnato alla commissione Imco (mercato interno) del Parlamento europeo, sembrano davvero poche.
«La Ue deve offrire risposte chiare e concrete alle aspettative dei cittadini», rileva Marco Falcone (FI-Ppe), chiedendo al commissario di «concentrarsi sulle reali priorità, dal recupero degli immobili inutilizzati agli investimenti». «La Commissione ha scelto lo strumento sbagliato», concorda Antonella Sberna (FdI-Ecr), che indica come strumenti ottimali quelli adottati dal governo Meloni. «L’emergenza abitativa esiste e va affrontata, ma non si risolve cancellando la proprietà privata», stigmatizza Isabella Tovaglieri (Lega-Pfe). Contrario anche Renew: «Non serve troppa regolamentazione. Meno ideologia e risposte concrete», incalza Elisabetta Gualmini.
Critiche anche dalla Sinistra e dai Verdi, ma per le ragioni opposte: «Controllare gli affitti brevi è doveroso, ma non possiamo farlo con una serie infinita di clausole e non possiamo limitarci solo a questo per contrastare l’emergenza», obietta Benedetta Scuderi (Avs).
Un sostegno chiaro al regolamento arriva solo dai S&D: «L’obiettivo non è quello di proibire, ma di fornire uno strumento di chiarezza legislativa che era stato chiesto da molti sindaci – afferma Irene Tinagli (Pd) – e di evitare che i grandi gruppi immobiliari dettino legge nei quartieri delle grandi città».