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 2026  ottobre 07 Mercoledì calendario

«Mina, musica e follie»

I cassetti di Mina sono pieni di sorprese. La diva li ha aperti ed ecco che sono uscite nove canzoni inedite e una chicca. Sono «Dilettevoli inedite eccedenze», come da titolo dell’album che esce venerdì 9 ottobre che aggiunge la parola «inedite» a quello di due simili raccolte: nemmeno i più devoti collezionisti avevano mai messo orecchio su queste interpretazioni.
«Quei precedenti contenevano rarità, canzoni per spot pubblicitari o lati b. Questa volta si tratta di brani che non sono mai stati pubblicati», spiega il figlio, nonché produttore, Massimiliano Pani. Anzi Pani Mazzini: dall’estate 2025 ha aggiunto il cognome della madre. «Sono orgoglioso di chiamarmi Pani, però sono cresciuto con la famiglia Mazzini, con i miei nonni, e mi sembrava giusto avere i due cognomi».
Di mamma, Massimiliano sottolinea la follia. Facile farlo quando parte una versione di «Eleanor Rigby» dei Beatles riletta in chiave flamenco-dance. Massimiliano quella parola la infila ovunque. «Lei è così, non solo nelle scelte musicali. Nella vita proprio: ha lasciato la tv a 30 anni, i concerti poco dopo...».
Il suo mito non ne ha risentito. «Ho visto sui social dei tutorial per truccarsi come lei fatti da ragazzine giapponesi. Non credo conoscano la sua musica, ma questo ne dimostra l’attualità».
Queste «eccedenze» vanno a ruota libera, senza un progetto che le tenga assieme. Basta la voce (non a caso è lo spazio «Voce» della Triennale di Milano ad ospitare l’ascolto in anteprima) che cambia nel corso del tempo, che attraversa epoche, stili, emozioni con quella capacità unica che è solo di Mina.
C’è la gioia di «Yes I Know My Way» di Pino Daniele, ecco un delicato Henri Salvador nascosto («Dans mon île»), un brano folk di fine anni 40 in dialetto siciliano («I carrettieri»), «Settembre», scritta da Fossati per il loro recente progetto di coppia e pubblicata solo su una limited edition ora fuori catalogo... «Non ha scelto solo successi, ma anche canzoni che pensa avrebbero meritato maggiore fortuna», aggiunge Pani.
Nessuna reincisione, nessuna aggiunta tecnologica: solo una ripulitura, ove necessario, dai difetti e dai disturbi provocati dal supporto magnetico. Mancano dati e date (peccato) ma si va dai primi anni Settanta a «Vento di passione», ancora Pino Daniele, registrata nella primavera scorsa con una voce graffiata.
A 86 anni Mina non si ferma. «Si diverte ancora a fare il suo lavoro. È musicista più che cantante e non si è ancora stufata», svela Pani. Per questo il materiale ancora nascosto, ammette il figlio-produttore, è molto. «Ogni giorno ascolta musica. È come un ragioniere», scherza. Immaginatela a selezionare tutto quello che le viene proposto. «Sono circa 3-4 mila canzoni l’anno: molte arrivano da dilettanti allo sbaraglio». Se trova qualcosa di interessante, Mina alza il telefono e contatta l’autore. «Deve richiamare più di una volta. Tutti pensano sia lo scherzo di qualche amico e buttano giù».

Il progetto ha anche delle «eccedenze» visual: un libretto di dodici immagini inedite, ovviamente firmate da Mauro Balletti, scelte da bozzetti e servizi fotografici del passato. Per la copertina ne è stato scelto uno in bianco e nero, il volto di Mina con un trucco quasi scultoreo, recuperato da «Italiana» del 1982.
«Vento di passione» è accompagnata da un video. Lo ha diretto Ferzan Özpetek ed è una reaction d’autore: Luca Argentero in primissimo piano ascolta il brano e si lascia guidare dalle emozioni. «Ferzan le ha chiesto anche dei brani, inediti e non, per la colonna sonora del prossimo film: non sappiamo ancora cosa abbia scelto», anticipa Pani.
Rimanendo al mondo del cinema, non ci sono progetti di un film o una serie sulla vita di Mina: «Abbiamo ricevuto tante proposte, anche dall’estero, però non è ancora uscita un’idea bella. A tutti gli artisti di nuova generazione che vogliono collaborare con lei chiedo il perché. E tutti rispondono: “Perché era avanti”. Ecco ci vuole un’idea che catturi questa sua follia».