Corriere della Sera, 7 ottobre 2026
Droni «ignoti» sul Mar Nero. Navi colpite al largo della Bulgaria
La battaglia del Mar Nero segna un’altra escalation: due cargo sono stati colpiti al largo della Bulgaria e uno è affondato con l’equipaggio disperso. Nella stessa giornata Kiev ha cominciato per la prima volta a installare reti antidrone sui ponti della capitale, dopo i raid russi che nei giorni scorsi hanno colpito gli attraversamenti sul Dnipro. Tra le due capitali lo scambio di bombardamenti resta violentissimo: Mosca ha denunciato uno degli attacchi più massicci degli ultimi mesi, mentre in Ucraina si contano 13 morti e 104 feriti in un giorno.
Le navi Alfa Watan (bandiera del Togo) e Able (bandiera di Palau) sono state colpite da droni di origine ignota a 112 chilometri dalla costa bulgara. La prima ha riportato danni severi ed è affondata: l’equipaggio è disperso. Sulla seconda è scoppiato un incendio: i 18 a bordo sono stati salvati da un traghetto.
Sempre ieri un drone russo ha colpito un mercantile delle isole Marshall carico di olio di colza: un marinaio è morto e sette sono rimasti feriti.
Il premier bulgaro Rumen Radev, dopo una riunione d’emergenza, ha detto che è impossibile indicare la provenienza dei droni: «Un attacco inaccettabile nella zona economica esclusiva bulgara, gravissima violazione del diritto internazionale».
Il giorno prima il cargo Royad Mammadov è stato incendiato al largo della Romania: morti il capitano e un marinaio azerbaigiani, 11 feriti. In serata un incendio è scoppiato al largo di Sochi: per fonti ucraine un attacco con droni a una petroliera.
A Kiev sono in vigore interruzioni di corrente programmate: l’operatore Dtek ha annunciato martedì di averle implementate dopo i massicci attacchi russi all’energia. Sul Ponte Nord, colpito dai raid russi con droni nel fine settimana, sono comparse per la prima volta grandi reti antidrone con il panorama della capitale che assomiglia sempre di più a quello della frontline tra protezioni e macerie. Nelle ultime ore un altro ponte sullo stesso fiume è stato colpito a Zaporizhzhia: traffico bloccato, cinque feriti.
Mosca non si fermerà, è la previsione di Kiev. Volodymyr Zelensky ha avvertito che l’intelligence segnala una nuova offensiva russa su larga scala: «Oggi abbiamo ricevuto informazioni aggiornate sui preparativi russi per un attacco massiccio. Stiamo preparando contromisure». Nella notte tra lunedì e martedì la regione di Mosca ha subito uno degli attacchi più massicci degli ultimi mesi – 650 droni secondo il sindaco Serghei Sobyanin, in gran parte abbattuti – ma il governatore Andrei Vorobyov ha riferito di due morti, di 20 e 71 anni, e nove feriti. Nella serata di ieri poi un incendio è scoppiato al largo della città russa di Sochi. Fonti ucraine hanno parlato di un attacco con droni a una petroliera.
Nelle ultime 24 ore 13 persone sono state uccise e 104 ferite negli attacchi russi in Ucraina. A Kryvyi Rih un raid aereo ha danneggiato un ospedale con missili Banderol: il governatore Oleksandr Hanzha ha parlato di quattro feriti, due sanitari. Nella notte la Russia ha lanciato 137 droni Shahed, 114 abbattuti. A Kharkiv, colpita con bombe plananti, danni nel distretto di Slobidskyi; nel Donetsk tre morti e 11 feriti. In questo quadro poco incoraggiante, la Polonia schiera batterie Patriot nella regione di Lublino, al confine con l’Ucraina, ha annunciato il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz. Donald Tusk ha poi varato un piano di protezione civile da 102,4 miliardi di zloty (26,4 miliardi di dollari) per rifugi, soccorsi, scorte e sicurezza energetica.