Corriere della Sera, 7 ottobre 2026
Il terzo nome a sinistra: Schlein sospettosa, Conte insiste
«Io il Gianni Letta di Gualtieri? No, piuttosto il Fazzolari»: Claudio Mancini, che del sindaco di Roma è il braccio destro e sinistro, passeggia per il Transatlantico di Montecitorio e non si nega ai cronisti. Anzi li avvicina.
Il fatto che quello di Roberto Gualtieri sia uscito come il terzo nome proposto da Giuseppe Conte a Elly Schlein in un incontro tra i due nei primi giorni della settimana scorsa, non lo induce a mettersi in modalità «non vi dico niente». Dispensa parole, commenti e consigli. Si prende a uno a uno i deputati del Partito democratico lì presenti. Una «campagna elettorale» in pieno stile, tutti ne studiano le mosse. I più, però, fanno finta di niente per non urtare Schlein, qualche altro fa notare che Gualtieri ha scritto al Giornale per ribadire che la sua unica candidatura è quella a sindaco di Roma per un secondo mandato.
In un angolo Bonelli e Fratoianni ragionano con qualche compagno di partito: «Le primarie, checché se ne dica, non sono affatto scontate». Poco più in là la segretaria del Pd parla animatamente con Igor Taruffi. Conte ha fatto uscire la notizia del loro incontro e della sua indisponibilità a compiere un passo indietro per farla apparire come una leader che pensa solo a Palazzo Chigi? O è dal Campidoglio che è partita la voce? I due si interrogano. Gli altri dem sui divanetti del Transatlantico assistono al colloquio e propendono per la seconda ipotesi piuttosto che per la prima.
Quale che sia la verità, fatto sta che Repubblica ha dato la notizia di un faccia a faccia tra Schlein e l’ex premier, la settimana scorsa, in cui quest’ultimo ha proposto alla segretaria pd di fare un passo indietro ricevendo come risposta un no secco e tonante. La leader dem non commenta ufficialmente e cerca di evitare i giornalisti. Il capo del M5S racconta tutto in tv, a Coffee break, in onda su La7: «In un recentissimo incontro l’ho invitata a valutare, vista la preoccupazione per le primarie che c’è in parte dell’elettorato, un passo indietro di tutti i leader di partito per proporre una terza figura». Gualtieri? «Non ho fatto nomi perché per lei non c’è questa disponibilità». Il leader M5S a questo punto chiede di andare in fretta alle primarie: «Non possiamo rimanere a tempo indefinito nell’incertezza». Ma non saranno prima di febbraio.
Non è la prima volta che Conte propone un doppio passo indietro a Schlein. Lo ha fatto all’inizio. È stato allora che anche qualche dirigente pd ha rivolto alla leader una richiesta simile: «Ci vorrebbe generosità da parte di entrambi per non andare a primarie divisive». Anche in quell’occasione il no di Schlein è arrivato forte e chiaro. Ora Conte è tornato alla carica: «Il problema è che Elly non è performante», è stato il ragionamento dell’ex premier con i suoi. Ma la segretaria dem tira dritto. E i deputati la assecondano. Toccherà a lei, comunque vada, decidere le liste. Stabilire chi, con la nuova legge, verrà eletto automaticamente e chi dovrà faticare e cercare i voti nei territori con le preferenze.