Corriere della Sera, 7 ottobre 2026
FI, tensione in Sicilia. Schifani evoca le dimissioni
Che soffiassero venti di burrasca era chiaro da lunedì scorso dopo le indiscrezioni trapelate dalla riunione con i segretari provinciali del partito convocata dal commissario di Forza Italia in Sicilia, Nino Minardo. Un incontro seguito alla pubblicazione delle clamorose foto dell’ex consigliere giuridico del governatore siciliano Renato Schifani, l’avvocato Gaetano Armao, ripreso dalla polizia mentre nascondeva una mazzetta appena incassata in un orologio a pendolo.
«Serve una proposta politica completamente nuova nell’Isola», aveva detto senza mezzi termini Minardo: una stoccata nemmeno troppo velata al presidente della Regione, da mesi alle prese con vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcune figure di spicco della maggioranza.
A caldo il governatore, convocato per i prossimi giorni dalla commissione Antimafia siciliana, aveva smentito le voci di dimissioni circolate nei corridoi. Ieri sera la nuova stoccata di Minardo. «C’è una grande richiesta di cambiamento e, in coscienza, credo che abbiamo il dovere di dare una risposta», ha detto il commissario indicando implicitamente la «rotta» che intende seguire in vista delle prossime elezioni regionali. «Con il presidente (Schifani) non ho dovuto chiarire nulla – ha precisato —. Nessuno di noi vuole sottrarsi alla propria responsabilità di fronte ai siciliani, soprattutto quando ci sono fatti che possono incrinare la fiducia dei cittadini nel partito e nelle istituzioni. Siamo chiamati tutti a dare una risposta, a volte anche con un surplus di generosità». Parole che sembrano una replica netta alle dichiarazioni del governatore secondo il quale l’inchiesta della Procura di Palermo, che di Armao ha chiesto l’arresto per corruzione, non avrebbe nulla a che fare con l’attività del governo regionale. Il tentativo di minimizzare l’ultimo caso giudiziario non sarebbe piaciuto affatto ai vertici romani di FI.
In serata Schifani ha avuto una telefonata, molto tesa dicono uomini vicini al governatore, con il leader azzurro Antonio Tajani. In una nota il presidente siciliano ha scritto: «Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve». Solo pochi giorni fa aveva annunciato la sua ricandidatura alle prossime regionali.
Il caso Armao, uomo legatissimo al governatore, è stata l’ultima tegola che gli è piovuta in testa. Schifani già da mesi era bersaglio di critiche nella sua stessa coalizione, per i mancati risultati del governo: dalla gestione della crisi idrica fino alla spesa delle risorse del Pnrr. Gli alleati, in particolare Fratelli d’Italia, non hanno mai nascosto l’ambizione di candidare un proprio uomo a Palazzo d’Orleans alla scadenza della legislatura nel 2027. L’indagine sul consigliere ha inoltre dato il destro all’opposizione per rinnovare per l’ennesima volta la richiesta di dimissioni.
Le prossime ore a questo punto saranno decisive per capire le sorti del governo regionale. La scelta potrebbe arrivare già stamattina. Le dimissioni sembrano lo sbocco più probabile della crisi.