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 2026  ottobre 06 Martedì calendario

Parlamentari nei Cpr, in arrivo un’altra stretta

L’annuncio è del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Gli uffici del Viminale sono già al lavoro per rivedere le valutazioni sanitarie sull’ammissione nei Cpr”. La strategia, anticipata in una lettera alla Verità, sembrerebbe un altro tentativo del governo di inseguire Vannacci. E per il momento non è chiaro cosa ci sia di concreto, anche perché è lo stesso Piantedosi a specificare di “non potere”, oltre che non volere, abolire i presidi sanitari. Impedire la valutazione sanitaria delle persone internate nei Cpr non è consentito, ma il pensiero corre al blitz, fallito, dell’aprile scorso, quando nel dl Migranti era comparso un passaggio, poi cancellato nella versione definitiva, che inibiva l’accesso ai Cpr ai consiglieri regionali, e introduceva limiti per i parlamentari, che avrebbero dovuto annunciare in anticipo l’ispezione nei centri. “Ogni regola che rende il controllo su questi centri meno trasparenti rende lo Stato più debole – ragiona Matteo Mauri, deputato del Pd ed ex viceministro agli Interni – Non è chiaro cosa possano, o vogliano fare, ma questo governo è molto abile nel prendersela con i più deboli, senza invece affrontare chi ha potere”. L’iniziativa di Piantedosi segue l’inchiesta in corso a Ravenna, dove a febbraio sono stati sospesi otto medici, sospettati di aver attestato falsamente l’inidoneità di migranti alla detenzione dei Cpr. Altri 23, neppure indagati, hanno subito il sequestro dei cellulari. L’avvocato Fabio Anselmo e altri hanno polemizzato per le modalità delle perquisizioni e di alcuni interrogatori.