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 2026  ottobre 06 Martedì calendario

Il benefattore misterioso di Jacques Moretti rivuole i soldi della cauzione

Quella cauzione da 200 mila franchi, pagata da un misterioso benefattore, fece infuriare i familiari delle vittime e scatenò uno scontro diplomatico fra la Svizzera e l’Italia, perché permise a Jacques Moretti di uscire dal carcere. Lo scorso 14 settembre, però, l’avvocato del titolare del Constellation ha chiesto al tribunale la restituzione della somma. Ma i giudici hanno detto no: il rischio di fuga, per il “Corso”, c’è ancora. Da metà agosto, tra l’altro, è tornato in prigione per un caso di violenza domestica nei confronti della moglie Jessica: ci resterà almeno fino all’11 novembre. E lei, intanto, dice di aver paura: teme atti isolati dei genitori delle vittime della strage.
E pensare che Jacques, come Jessica, aveva ottenuto un nuovo alleggerimento delle misure cautelari. Anche lui avrebbe potuto evitare l’obbligo quotidiano di firma in commissariato, sostituendolo con una semplice videochiamata. Per questo il suo legale, Patrick Michod, “ha richiesto, su richiesta dei soggetti che avevano fornito le garanzie, la restituzione di 200 mila franchi”. Il senso era: visto che le restrizioni si sono attenuate, possiamo restituire quel denaro. Per il tribunale non è così.
“I fatti di violenza domestica pesano sul Corso”
"Il rischio di fuga che ha giustificato la costituzione delle garanzie non è venuto meno”, scrivono i giudici. “Inoltre, i fatti di violenza domestica attualmente contestati a Jacques Moretti sono tali da indebolire uno dei suoi legami personali in Svizzera”. Anche se sono procedimenti diversi, è evidente che il nuovo procedimento per violenza nei confronti del “Corso” ha un suo peso.
“Jessica teme atti isolati da parte dei genitori delle vittime”
Jessica Maric, invece, secondo un rapporto della polizia del Vallese, rispetta le misure. Ogni due giorni viene videochiamata dagli agenti per poter comunicare esattamente la propria posizione. Ai poliziotti racconta anche i suoi timori. “In diverse occasioni” ha segnalato i suoi problemi quotidiani, “in particolare insulti ricevuti da una donna (...) minacce proferite sui social network e la presenza di giornalisti davanti alla scuola di suo figlio a Lens”. Inoltre, “vivendo da sola con i propri figli, ha spiegato di non sentirsi al sicuro” anche in vista delle prossime festività. E del primo anniversario della strage. “Teme inoltre eventuali atti isolati da parte dei genitori delle vittime”. E per questo “vorrebbe beneficiare di un alleggerimento delle misure di sorveglianza sul territorio esclusivamente durante il periodo delle festività”. Dovrà parlarne con i suoi avvocati, che dovranno fare richiesta.