corriere.it, 6 ottobre 2026
Figc commissariata, il commissario è Giovanni Malagò
Tutto in un quarto d’ora. Dopo l’accordo di lunedì sera e l’incontro a metà mattina a Palazzo H tra il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e quello della Federcalcio Giovanni Malagò, la Giunta Coni ha deciso di proporre al Consiglio Federale il commissariamento della Federcalcio e il nome dell’ormai ex presidente Giovanni Malagò come commissario straordinario, inedito nella pur tormentata storia dello sport italiano.
I 77 membri con diritto di voto del Consiglio hanno già ratificato l’accordo.
Non sono state sollevate eccezioni di conflitto di interessi, hanno votato tutti tranne lo stesso Malagò che si è astenuto e il segretario generale Mornati, che però non aveva diritto di voto. Malagò era arrivato in Giunta attorno alle 12, sollecitato dai giornalisti presenti non ha rilasciato alcuna dichiarazione, presumibilmente parlerà dopo la ratifica della nomina a commissario da parte del Consiglio.
Si dovrebbe andare così a nuove elezioni per la presidenza Figc con Malagò probabilmente unico candidato. Al primo scrutinio, il 22 giugno, l’ex presidente del Coni prese il 68,58% delle preferenze, con Giancarlo Abete fermo al 29,17%.
Malagò: «Elezioni il 14 dicembre»
Il commissariamento, insomma, non arriverebbe ai sei mesi previsti come tempo massimo. All’uscita Malagò dà una data che è molto vicina: «È stata una cosa triste e imbarazzante, non so di quanto si siano divertiti gli italiani onestamente» premette a proposito di tutta la vicenda. Poi aggiunge: «Le nuove elezioni? Saranno il 14 dicembre. Penso di avere la fiducia delle componenti che già mi hanno votato. Bianchedi di nuovo capodelegazione? Credo non rientri nei compiti del commissario, ho un mandato preciso ed è quello di andare a nuove elezioni».
I messaggi «mafiosi» a Buonfiglio
Una decisione che ha generato reazioni all’indirizzo di Buonfiglio. Il presidente del Coni, al termine del Consiglio Nazionale straordinario dopo la decisione di commissariare la Figc affidando a Malagò il ruolo di commissario, ha specificato: «Ci fosse stato un episodio del genere in un’altra federazione in 60 giorni si sarebbe rimesso tutto in ordine. Qualcuno ha mandato anche dei messaggi mafiosi. Ma sono solido e non mi faccio influenzare da nessuno. Attacchi personali squallidi alla mia famiglia. Li ho sempre criticati e mi riservo anche di denunciare. Non è colpa di nessuno se un figlio è più bravo del padre». «Ognuno la può raccontare come vuole – ha aggiunto – ma gli uffici non hanno funzionato, la giustizia sportiva ha perso troppo tempo, insomma le regole non sono state rispettate».