corriere.it, 6 ottobre 2026
Jessica Moretti chiede l’indennità per infortunio dopo l’incendio
Jessica Moretti, proprietaria del Constellation dove morirono 41 giovani e altri 115 rimasero feriti, potrebbe percepire un’indennità giornaliera per la «perdita di guadagno causata dai danni alla salute» conseguenti al rogo di Capodanno nel suo discobar di Crans-Montana.
La pratica, secondo la legge svizzera per gli infortuni sul lavoro, è al vaglio dell’assicurazione Zurich che, in una lettera riportata nel dossier dell’indagine, ha chiesto alla procura del Cantone del Vallese il nulla osta per l’eventuale versamento, che è stato accordato.
La donna e il marito Jacques sono i principali indagati nell’inchiesta sul rogo del Constellation. Jessica è sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma e deve rimanere nella sua abitazione di Lens. Suo marito si trova dallo scorso 11 agosto in carcere con l’accusa di averla picchiata e ci rimarrà, secondo quanto disposto dal tribunale, almeno fino all’11 novembre.
In un rapporto della polizia cantonale, incaricata di sorvegliare sul rispetto delle restrizioni, la donna avrebbe espresso «timori», in vista delle festività di fine anno e dell’anniversario del rogo, «ritenendo che i media saranno di nuovo attivi su questa vicenda» e temendo «eventuali atti isolati da parte di parenti delle vittime».
Un’indagata «modello» nel rispettare le prescrizioni, impeccabile nelle comunicazioni con le autorità ma anche provata dagli insulti sui social, protettiva verso i figli e preoccupata per possibili vendette da parte di qualcuno dei genitori delle vittime, Jessica Moretti, secondo la recente relazione del 23 settembre scorso riportata nei nuovi atti depositati nell’ambito dell’inchiesta che la vede accusata assieme al marito con le accuse di omicidio, lesioni e incendio a titolo colposo per la morte di 41 persone e il ferimento di 15 nel rogo al Le Constellation, è sottoposta al controllo della sua presenza in Svizzera.
«Jessica Maric Moretti viene contattata tramite videochiamata su WhatsApp dal responsabile di turno della BTA di Sierre, ogni due giorni, a orari casuali, a seconda della nostra disponibilità – si legge nel documento visionato dall’Agi -. Ha sempre risposto alle nostre chiamate e ha sistematicamente potuto confermare la sua presenza mostrandoci la sua abitazione o un altro luogo noto nella regione. In diverse occasioni, per confermare la sua presenza, ci ha anche trasmesso la sua posizione in tempo reale tramite l’applicazione WhatsApp. Continua inoltre a comunicarci le informazioni relative ai suoi spostamenti quando deve recarsi dai suoi avvocati a Ginevra. Ci informa sistematicamente in anticipo dei suoi appuntamenti affinché ne siamo informati e possiamo, se necessario, trasmettere tali informazioni alla centrale operativa, al fine di evitare l’attivazione di pattuglie destinate a effettuare controlli».
L’autore della relazione dà poi conto delle preoccupazioni della ex gestora, assieme al marito, del Constellation. «In diverse occasioni, Jessica Maric Moretti ha contattato il sottoscritto per segnalargli vari problemi incontrati, in particolare insulti ricevuti da una donna dell’Haut-Plateau, minacce proferite sui social network e la presenza di giornalisti davanti alla scuola di suo figlio a Lens. In ogni occasione, le informazioni comunicate sono state da noi analizzate e registrate nelle nostre banche dati e portate a conoscenza degli ispettori incaricati di approfondire le minacce. Per quanto riguarda i fatti riferiti da Jessica Maric Moretti e suscettibili di essere oggetto di una denuncia, la stessa è stata invitata a discuterne con i propri avvocati. A oggi, non ci è stata formalmente comunicata alcuna intenzione di sporgere denuncia».
Viene poi riportato un altro aspetto del periodo che sta vivendo in vista del Natale. «Il 22.09.2026, Jessica Maric Moretti ha contattato nuovamente il sottoscritto per esprimergli i propri timori in vista delle festività di fine anno che si avvicinano e per ricordargli la data dell’evento. Vivendo da sola con i propri figli, ha spiegato di non sentirsi al sicuro con l’avvicinarsi di questo periodo. Teme eventuali atti isolati da parte dei genitori delle vittime».