corriere.it, 6 ottobre 2026
Gasolio, «salta» il tetto a 2,19 euro al litro perché non è scattato lo sconto sulle accise mobili.
Il prezzo del gasolio sale oltre il tetto fissato dall’Eni a 2,19 euro al litro e questo non per volontà della compagnia ma perché il governo non ha applicato (finora) il meccanismo sulle accise mobili. Lo ha annunciato l’Unione nazionale consumatori: in Gazzetta ufficiale non c’è nessun decreto con lo sconto che ne sarebbe derivato, denuncia l’associazione.
Cosa sono le accise mobili. Leo: «Ci stiamo lavorando»
Le accise mobili sono un meccanismo in base al quale lo Stato decide di utilizzare l’aumento del gettito Iva che incassa dall’aumento del prezzo dei carburanti (l’Iva è al 22%, se il prezzo su cui è applicato sale, aumenta di conseguenza anche l’incasso dell’erario) derivante dall’aumento delle quotazioni internazionali del petrolio per mettere uno sconto sulle accise, cioè un altro tipo di imposte che gravano sui carburanti. Da oggi 6 ottobre l’accisa sul gasolio torna al livello “normale” in vigore dal primo gennaio scorso, a 672,90 euro per mille litri, con un aumento di 50 euro per mille litri. Il meccanismo avrebbe portato uno sconto che avrebbe in tutto o in parte sostituito lo sconto di 6,1 centesimi terminato ieri 5 ottobre. Al proposito è intervenuto nel pomeriggio di oggi, 6 ottobre, il viceministro all’Economia Maurizio Leo, che interpellato dai cronisti in Transatlantico a Montecitorio ha dichiarato: «Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione, vediamo, ci stiamo lavorando».
Eni: tetto correlato all’agevolazione
Eni lo aveva precisato nella nota del 25 settembre in cui annunciava il price cap su diesel e benzina a partire dal 28 settembre: il tetto ai prezzi era «correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore». Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni oggi 6 ottobre, primo giorno senza lo sconto di 6,1 centesimi sulle accise, ha aumentato i prezzi consigliati del gasolio di sei centesimi al litro, adeguando a 2,25 euro/litro il tetto al prezzo del gasolio introdotto lo scorso 28 settembre. Sui prezzi Eni l’effetto, Iva inclusa, è di sei centesimi al litro; sui prezzi medi nazionali, per ora, solo di due millesimi al litro.
Le altre compagnie
Perché le altre compagnie che stanno applicando un calmiere non hanno consigliato di aumentare i prezzi del diesel? Perché appunto le altre compagnie – IP, Q8 e Tamoil – hanno dichiarato di mettere un calmiere, senza tuttavia specificare a quale prezzo, quindi non hanno fissato un price cap. E come si vede dai listini pubblicati da Staffetta del 5 ottobre – quando ancora c’era lo sconto di 6,1 centesimi al litro – Ip aveva il gasolio a 2,232 euro, Q8 a 2,194 euro e Tamoil a 2,227 euro. Il calmiere, inoltre, non riguarda nemmeno tutte le stazioni di servizio delle compagnie.
I prezzi medi
Che cosa è successo ai prezzi medi nazionali? Il gasolio è salito: il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale annunciato dal Mimit è pari a 2,043 euro per la benzina (-5 millesimi rispetto a ieri), 2,244 euro per il gasolio (+2 millesimi), mentre sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,054 euro per la benzina (-8 millesimi), di 2,267 euro per il gasolio (+1 millesimo).
Staremo a vedere se il governo deciderà nei prossimi giorni di applicare le accise mobili, come aveva dichiarato il 16 settembre la premier Giorgia Meloni al momento dell’annuncio della sospensione del bollo auto fino a una potenza di 80 kW (circa 109 CV) e ha confermato la mattina di ieri, 5 ottobre, il ministro delle Imprese Adolfo Urso.