Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  ottobre 06 Martedì calendario

Sicurezza sulle autostrade, vittime diminuite del 59% in 20 anni

Sulle autostrade italiane oggi si muore molto meno di vent’anni fa. In due decenni sono diminuite le vittime (-59%), i feriti (-43%) e gli scontri (-46%). È il bilancio tracciato a Torino dall’incontro annuale tra Aiscat e Polizia stradale.

Dati ancora più significativi su una rete di 5.100 chilometri, sulla quale nel 2025 sono stati percorsi in tutto 78,5 miliardi di chilometri.
«La collaborazione tra Stradale e Aiscat rappresenta un fattore importante per garantire livelli sempre più elevati di sicurezza», ha detto il prefetto Renato Cortese, direttore centrale delle Specialità di polizia: bisogna «mettere in comune risorse, professionalità e competenze, investendo nella formazione e nell’innovazione tecnologica».
Dietro il calo della mortalità ci sono prevenzione, tecnologia e controlli. Nel 2025 la Stradale ha effettuato 423.328 pattugliamenti, verificato due milioni di persone e contestato 1,6 milioni di violazioni: 11.126 per ebbrezza e 1.469 per stupefacenti. I Tutor hanno rilevato 362.792 eccessi di velocità. Per il direttore della Stradale Santo Puccia «speriamo che la diminuzione della mortalità nel 2025 siano consolidati anche quest’anno».

«Molti scontri stanno diminuendo grazie alla collaborazione tra Stradale e concessionari», ha aggiunto il presidente di Aiscat Fabrizio Larini. Per il viceministro Edoardo Rixi serve «accelerare sia sull’ammodernamento delle infrastrutture fisiche sia su quello delle reti digitali». La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli ha ricordato l’impegno dello Stato con i sei miliardi stanziati, quasi tre per la manutenzione.
A Torino si è parlato anche di guida autonoma e intelligenza artificiale: in alcuni tratti autostradali in galleria sono sperimentati sistemi capaci di riconoscere in meno di un secondo un urto o una frenata.
Poi dalle macchine si è tornati agli uomini. Sono stati premiati alcuni agenti come David Pagnani e Mattia Stornello, che sull’A14 estrassero da un Tir un autista in arresto cardiaco e lo rianimarono. E quelli che sull’A1 a Teano evacuarono automobilisti e aree di servizio prima dell’esplosione di una cisterna con 15mila litri di Gpl, continuando i soccorsi dopo essere stati colpiti dall’onda d’urto.
Sensori e algoritmi possono anticipare o segnalare il pericolo. Ma a fare la differenza restano coraggio e decisioni prese in pochi secondi.