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 2026  ottobre 06 Martedì calendario

Berlino: da Mosca «guerra ombra». L’Estonia sposta i soldati al confine

L’allarme arriva da Berlino: la «guerra ombra» condotta dalla Russia contro l’Europa è entrata in una fase nuova e più pericolosa. In un’audizione al Bundestag, i vertici dei tre servizi tedeschi hanno indicato trasporti, comunicazioni, industria della difesa e infrastrutture militari fra i possibili bersagli. La Germania rischia di essere trascinata in un conflitto violento e Mosca potrebbe tentare operazioni limitate nei Baltici, sul modello degli «omini verdi» in Crimea, per mettere alla prova la Nato senza provocare subito una risposta collettiva. Sabotaggi e azioni violente potrebbero essere pianificati anche accettando vittime civili.
L’Estonia traduce l’allarme in una nuova postura di «difesa attiva». La prima brigata di fanteria sarà trasferita da Tapa a Johvi, a circa 50 chilometri dalla frontiera russa, mentre a Narva è in costruzione una base capace di ospitare mille militari: 200 in permanenza e altri 800 in caso di crisi. Tallinn ha acquistato nove sistemi Himars statunitensi e nove Chunmoo sudcoreani, con gittata fino a 300 chilometri. L’obiettivo è fermare un eventuale attacco fin dal confine. Il Cremlino non ha confermato né smentito il ridispiegamento. Ma il portavoce Dmitry Peskov spiega che le agenzie russe dispongono delle capacità necessarie a monitorare la situazione lungo le frontiere.
In questo quadro la Nato prepara una strategia per respingere un possibile attacco al fianco orientale. Il piano «Theory of Victory» dovrebbe essere presentato il 12 ottobre in Polonia dal comandante supremo alleato in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich. La bozza combina forze terrestri, droni e puntamento basato sull’intelligenza artificiale; dopo avere bloccato un’incursione, gli alleati mirerebbero a distruggere rapidamente le strutture russe di comando e controllo. L’Alleanza non considera imminente un’offensiva convenzionale, pur temendo incursioni di droni e attacchi ibridi.
Da Kiev, Volodymyr Zelensky ha riferito di una «buona conversazione» con Emmanuel Macron. Parigi prepara un nuovo pacchetto militare e, secondo il presidente ucraino, i piloti di Kiev inizieranno presto in Francia l’addestramento sui Rafale. I due leader hanno discusso anche della produzione in Ucraina di missili e bombe aeree francesi e dell’accelerazione del sistema antimissile Freyja. Macron ha ribadito il pieno sostegno francese, accusando Mosca di rifiutare il cessate il fuoco e di intensificare attacchi «irresponsabili» contro infrastrutture civili.
Zelensky ha avuto un colloquio anche con il primo ministro polacco Donald Tusk durante il quale si è discusso della preparazione di un possibile trilaterale con Russia e Stati Uniti. Le parti hanno inoltre discusso della preparazione della rete elettrica ucraina per l’inverno.
Sul terreno il martellamento continua. Almeno cinque persone sono morte e 39, tra cui bambini, sono rimaste ferite a Kharkiv, colpita da almeno tre bombe plananti russe nel distretto Slobidskyi. Nel Mar Nero, la nave mercantile Royad Mammadov, di proprietà turca, ha preso fuoco ed è affondata al largo della Romania: undici membri dell’equipaggio sono stati salvati e due sono morti. Kiev ha attribuito l’incidente a due droni russi, ma le autorità romene non hanno confermato la causa dell’incendio.
Alla pressione militare si aggiunge quella politica interna su Zelensky. Un sondaggio pubblicato dall’Istituto internazionale di sociologia di Kiev indica che il 53 per cento degli ucraini non vorrebbe una sua nuova candidatura, contro il 42% di favorevoli; il 5% non si esprime.