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 2026  ottobre 05 Lunedì calendario

Usa, un caso gli stupri nei college. “8 mila in un anno”

A leggerlo, suona come un bollettino di guerra: durante l’anno 2024 nelle università americane sono stati denunciati 8.227 stupri, secondi i dati del dipartimento all’Istruzione rilanciati dal New York Post. Una percentuale minima però ha portato a incriminazioni, processi o anche solo provvedimenti disciplinari accademici.
Sono numeri che tornano sotto i riflettori dopo il caso della Cornell University, dove sette studenti sono stati accusati di violenza sessuale di gruppo da una collega, e confermano che quando i liberal denunciano la “rape culture” dominante negli Stati Uniti non stanno ripetendo solo fantasie dell’estremismo woke.
Nelle ultime settimane l’attenzione è stata richiamata dalla vicenda di Matthew Ingalls, Jonathan Newell, Winston Lee, Gillio Lopes, Diego Sarabia, Scott Norris e Scott Kretzschmar, accusati da una studentessa di averla drogata e stuprata in gruppo nella “fraternity” Chi Phi di Cornell. Due erano stati espulsi, agli altri cinque era stata comminata la punizione di scrivere un tema, e il procuratore locale aveva chiuso il caso senza incriminazioni.
Ora è stato riaperto, con la nomina della procuratrice speciale Letitia James, la stessa che aveva incastrato il presidente Trump, peraltro condannato in sede civile per molestie sessuali contro la giornalista Jean Carroll.
Il New York Post è andato a scavare sul fenomeno e ha scoperto dati agghiaccianti. Nel 2024, anno della violenza a Cornell, nelle università americane erano stati denunciati 8.227 stupri.
L’Università dello Utah era al primo posto con 146 casi, di cui 122 avvenuti nei dormitori. L’Università del Colorado Boulder al secondo con 96 stupri, seguita dall’Ohio State University con 67, Penn State University con 57, UCLA 52, Università della California Santa Cruz 46; Università della California Santa Barbara e Indiana University 43, Università del Kansas 39 e Università del Kentucky 37.
Il problema però non è confinato negli atenei di provincia o del profondo sud. A New York la Columbia University si è distinta con 262 episodi di violenza sessuale denunciati nel 2024, di cui 21 stupri, ma solo tre sono stati indagati portando a un’unica espulsione. In media solo il 9% dei casi segnalati è stato investigato e solo l’1% ha generato provvedimenti disciplinari.

La studentessa Emma Sulkowicz era diventata famosa perché aveva portato il materasso su cui era stata aggredita sul palco della cerimonia di laurea nel 2015. Paul Nungesser, suo compagno di classe accusato, è stato scagionato.
La New York University ha segnalato 229 casi di violenza sessuale nel 2024, di cui solo 28 indagati con 10 provvedimenti disciplinari. Cornell ha registrato 166 casi nel 2024, con 18 inchieste e 11 espulsioni o sospensioni.
I reati sessuali segnalati nei campus universitari sono aumentati vertiginosamente nell’ultimo decennio, quasi cinque volte in più, e solo tra il 2% e il 10% delle denunce è risultato falso.

La deputata democratica Alexandria Ocasio Cortez ha detto di essere stata molestata quando frequentava la Boston University, rivelando che negli Usa una donna su quattro subisce qualche tipo di abuso.
I conservatori liquidano queste denunce di una “rape culture”, paranoie dei liberal e degli estremisti woke, ma 8.227 stupri in un anno nelle università dimostrano quale sia la realtà.