corriere.it, 5 ottobre 2026
Il primo ponte stampato in 3D della Norvegia
Invece di colare il calcestruzzo in uno stampo, la stampante segue un modello digitale e deposita il materiale strato dopo strato. L’architetto progettista del ponte pedonale a Trondheim – lungo sei metri e largo quattro –, Adrian Brun, spiega a NRK che questo consente di risparmiare materiale, posizionandolo soltanto dove occorre. «Camminandoci non si capisce, ma in realtà il ponte cavo, quindi risparmiamo il 60 per cento di materiale», dice Brun. Il fatto che la tecnologia consenta una struttura cava, anziché riempire l’intero ponte di calcestruzzo, permette un minor utilizzo di materiale, il che si traduce in costi inferiori e un’impronta ecologica più bassa.
Morten Dybesland, direttore del dipartimento Ricerca e Strategia presso Statsbygg (ente consulente centrale dello Stato in materia di edilizia e immobili), ha affermato a NRK che la tecnologia può ridurre l’utilizzo di materiali fino al 75 per cento e le emissioni di gas serra fino al 90 per cento. Sebbene ci saranno cose da svolgere manualmente (tra le quali il montaggio di un impianto intorno alla stampante), Dybesland sottolinea che si otterrà un cantiere più sicuro e un avanzamento dei lavori più rapido.
Secondo molti ingegneri e architetti, la stampa in 3D potrebbe diventare in futuro una delle principali tecnologie ingegneristiche nel settore dell’edilizia e questi test sono necessari per sviluppare il suo pieno potenziale. La Norvegia è tra i primi paesi in Europa ad adottare la stampa in 3D. Lo hanno già fatto Madrid e Amsterdam (nei Paesi Bassi è stato utilizzato l’acciaio per un passaggio pedonale su un canale). E a Singapore è stato annunciato che il primo ponte pedonale stampato in 3D (lungo 10 metri e largo 5) dovrebbe essere inaugurato nel 2028 per far fronte alla carenza di manodopera che affligge il settore edile. Il ponte, composto da 10 segmenti (ciascuno dei quali richiede quattro ore di stampa), comporterà una riduzione del 50 per cento della forza lavoro necessaria.
Le geometrie e il modello riutilizzato
L’architetto norvegese Adrian Brun spiega come sia stato dedicato più sforzo iniziale alla progettazione e al design, in modo da consentire al modello di essere riutilizzato. Secondo lui, la stampa 3D permette di produrre in serie un buon design. «Con la stampa 3D è possibile utilizzare geometrie complesse che possono essere riprodotte e personalizzate», dice Brun a NRK. Dybesland sottolinea però la necessità di modificare il modo in cui vengono pianificati, progettati e realizzati gli edifici per poter impiegare questa tecnologia nei progetti ordinari. «Ciò significa che apporteremo modifiche ai nostri modelli di business, ai contratti stipulati e ai requisiti che imponiamo all’appaltatore». Cathrine Mørch, direttrice per la strategia e lo sviluppo di Statsbygg, mette in evidenzia come la tecnologia permetta di ripensare l’intera catena del valore, dallo sviluppo dei materiali all’opera edilizia finita.
Ora occorre capire come la tecnologia funzionerà nel tempo, soprattutto come il ponte reagirà sulle condizioni meteorologiche di Trondheim, la città norvegese in cui si trova la struttura, caratterizzata dagli inverni rigidi. Le esperienze maturate a seguito dell’inaugurazione verranno utilizzate per valutare come portare avanti lo sviluppo di questa tecnologia.
Altre strutture stampate in 3D
Alcuni stanno già riflettendo su come la stampa 3D possa essere applicata ad altre costruzioni. «Immaginiamo che la stampa 3D possa diventare il metodo preferito anche per la realizzazione di case e altri tipi di strutture e prodotti che forniamo» spiega Eirik Kristensen, responsabile dello sviluppo commerciale digitale presso Veidekke Bygg Norge. Prevede, infatti, che la prima casa stampata in 3D della Norvegia possa essere realizzata entro un anno (i progetti realizzati come sperimentazione sono diversi nel mondo). Brun, specializzato nel campo della stampa 3D su larga scala, è già stato coinvolto nella realizzazione di una casa stampata in 3D in Danimarca. Kristensen sottolinea che l’esperienza che deriverà dal ponte sarà utile per comprendere a quale velocità possa essere sviluppata la tecnologia, ma ritiene che il settore debba avere il coraggio di puntare sull’innovazione.