corriere.it, 5 ottobre 2026
Trovato morto il whistleblower Andriesz: aveva denunciato i legami tra Epstein e Lutnick
«Sono il whistleblower britannico che, nel 2020 e nel 2021, ha segnalato all’Fbi elementi relativi ad Howard Lutnick e ai suoi rapporti con Jeffrey Epstein». Si presentava così, a chi ancora non lo conosceva, Simon Andriesz, 57 anni, con un post su X datato 9 agosto 2026. Poco meno di due mesi dopo, l’ex banchiere, con 35 anni alle spalle di esperienza nel settore finanziario, è stato trovato morto. A dare la notizia in esclusiva, lo scorso 2 ottobre, è stata The Banker, testata che appartiene al gruppo del Financial Times. «Un altro whistleblower del caso Esptein morto per suicidio, incredibile», ha commentato la giornalista Julie K. Brown, una delle prime a occuparsi della vicenda.
«Andriesz, che aveva segnalato i presunti legami tra Lutnick e Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali, è morto suicida. Andriesz era stato in precedenza managing director presso BGC Group, società di Wall Street di cui Lutnick, oggi segretario al Commercio degli Stati Uniti, era amministratore delegato. La morte del 57enne è stata confermata da Andy Agathangelou, fondatore del gruppo Transparency Task Force, che in passato aveva organizzato con Andriesz eventi dedicati al whistleblowing», si legge nell’articolo online di The Banker.
Il lavoro di Andriesz era stato ripreso anche dalla Bbc, nel programma File on 4 Investigates, in un episodio intitolato «The Epstein Files: Lutnick, the Royals and the British Whistleblower». Scavando nei file resi pubblici dopo una dura battaglia di una parte del Congresso, battaglia sostenuta da attivisti e vittime del sistema Epstein – circa 3,5 milioni di pagine -, Andriesz notò la sigla «HWL», le iniziali di Howard William Lutnick. Documenti fino a qualche mese fa mai resi pubblici mostrano infatti che il segretario al Commercio non sarebbe preciso – o, forse, insiste qualcuno, sincero – nel descrivere l’entità dei suoi rapporti d’affari con il finanziare pedofilo.
Altri documenti, visionati lo scorso marzo dai reporter del sito d’inchiesta Mother Jones, hanno mostrato che Lutnick e la sua famiglia visitarono Epstein sulla sua isola privata nel 2012; che nel 2017 Epstein (morto suicida in carcere nel 2019) donò 50 mila dollari a una cena di beneficenza in onore di Lutnick, e che, l’anno successivo, i due si sentivano in merito all’opposizione dell’ampliamento di uno spazio museale.
CBS News ha rivelato ulteriori dettagli sul loro rapporto, riferendo che nel 2012 Lutnick ed Epstein firmarono ciascuno un contratto – quattro anni dopo che Epstein si era dichiarato colpevole di reati sessuali – per investire nella società di tecnologia pubblicitaria digitale AdFin Solutions Inc. L’accordo, datato appena cinque giorni dopo la visita di Lutnick e della sua famiglia all’isola privata di Epstein, fu firmato da Lutnick per conto di una società a responsabilità limitata controllata da Cantor Fitzgerald, la società d’investimento di cui era amministratore delegato.
«Ho condiviso informazioni importanti con la House Oversight Committee (la principale commissione investigativa della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, ndr), che in seguito ha interrogato Lutnick a porte chiuse», aveva dichiarato l’ex banchiere Simon Andriesz, sempre sui social. «Le informazioni da me fornite hanno inoltre contribuito ad azioni da parte delle autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito, tra cui un accertamento fiscale di 96 milioni di sterline da parte dell’HMRC relativo al programma di partnership del Gruppo BGC. L’effettiva esposizione fiscale, secondo me, è sostanzialmente più elevata. Ho inoltre segnalato all’Fbi e alle autorità di regolamentazione finanziaria questioni riguardanti il Relief Fund di Cantor Fitzgerald e l’annuale 9/11 Charity Day organizzato da BGC/Cantor. Le conseguenze personali della mia attività di whistleblower, così come le ritorsioni che, a mio dire, ne sono seguite, sono state devastanti per me e per la mia famiglia».
Andriesz aveva scoperto elementi che, a suo dire, indicavano che Lutnick non avesse appunto reso noti i propri rapporti d’affari con Epstein. Raccontò proprio alla Bbc di aver scoperto la catena di email del 2018 nella quale Lutnick ed Epstein discutevano delle prospettive economiche della start-up nella quale entrambi erano coinvolti.
A febbraio scorso, come scrive sempre The Banker, Lutnick aveva confermato di aver visitato l’isola di Epstein nel 2012, contraddicendo precedenti dichiarazioni secondo cui aveva invece interrotto i rapporti con il finanziere condannato per reati sessuali anni prima. Intervenendo davanti alla Commissione Bilancio del Senato, Lutnick aveva dichiarato: «Ho pranzato con lui, mentre ero su una barca durante una vacanza con la mia famiglia. C’erano mia moglie, i miei quattro figli e le tate… Abbiamo pranzato sull’isola. È vero. Per un’ora».