corriere.it, 5 ottobre 2026
Piacenza, polemiche contro la decisione comunale di togliere la carne di maiale dalle mense scolastiche
Via la carne di maiale e alcuni salumi dal nuovo menù autunno-inverno nelle mense scolastiche di Piacenza. La decisione della commissione mense, di cui fanno parte Comune e Ausl, sta ricevendo forti critiche sia dal centrodestra che dai produttori di salumi della zona. Nel nuovo menù risultano non esserci più le scaloppine di lonza e la coppa con la robiola, e anche il prosciutto cotto è destinato a sparire. A sollevare la questione è stata la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Sara Soresi, secondo la quale «dal 20 ottobre, nel menù delle mense scolastiche di Piacenza, non compare più la carne di maiale». La consigliera di opposizione ha evidenziato appunto come siano «spariti alimenti come coppa, lonza e prosciutto cotto, che invece erano presenti nel menù dell’anno scorso», chiedendo chiarimenti sulle ragioni della scelta. Chiarimenti arrivati dall’assessore alle Politiche educative Mario Dadati che ha escluso qualsiasi collegamento con questioni religiose. «La consigliera Soresi strumentalizza una scelta autonoma dell’Ausl e degli specialisti per soffiare sul fuoco dell’islamizzazione nelle scuole», sottolinea l’assessore. «Da tempo esistono menù specifici per i bambini di religione musulmana; per questa ragione gli aspetti religiosi non hanno alcuna influenza sui menù destinati a chi non presenta particolari esigenze di questo tipo».
La spiegazione del Comune
L’assessore ha quindi ricostruito le ragioni tecniche che hanno portato alle modifiche. La lonza, ha spiegato, è stata sostituita con il vitellone perché la carne risultava talvolta «stopposa». La coppa è stata invece eliminata dopo un episodio di soffocamento che aveva coinvolto un bambino, che si è risolto fortunatamente senza conseguenze grazie a un intervento di soccorso di disostruzione. Quanto al prosciutto cotto, presente nel menù primaverile, è stato sostituito dal provolone.
Ma le spiegazioni fornite hanno fatto storcere il naso al Consorzio dei Salumi Dop Piacentini. Il presidente Antonio Grossetti ha spiegato di aver appreso la notizia dagli organi di informazione locale e di aver immediatamente «chiesto un incontro con la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, che si è resa disponibile», afferma Grossetti. «È stato sollevato il rischio di deglutizione per i bambini. Eppure portiamo avanti progetti finanziati dal Ministero dell’Agricoltura per tramandare le nostre tradizioni anche nelle scuole elementari e nelle scuole di cucina e arriviamo a questo». Infine, il presidente del Consorzio non nasconde l’amarezza per una decisione che coinvolge prodotti simbolo del territorio piacentino. «Siamo molto amareggiati per questa notizia», aggiunge, sottolineando come la scelta possa rischiare di penalizzare un patrimonio agroalimentare che rappresenta una delle eccellenze locali.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Lega. La senatrice piacentina Elena Murelli ha chiesto spiegazioni a Comune e Ausl. «Non condivido una scelta che finisce per impoverire l’offerta alimentare e che rischia di cancellare prodotti profondamente legati alla cultura e alla tradizione del nostro territorio». E il consigliere comunale della Lega Luca Zandonella aggiunge: «Per la nostra storia e tradizione per noi è inaccettabile la rimozione della carne di maiale dalle mense. Siamo ancora in attesa di una risposta: se le parziali motivazioni che sono state rese pubbliche fino ad ora corrispondono a verità, non ci dovrebbero essere problemi a reintrodurre la carne di maiale. Se così non fosse, si confermerebbe invece che ci sono altre motivazioni non rese pubbliche dietro questa scelta». Anche Futuro Nazionale va all’attacco del Comune parlando di «deriva ideologica».