corriere.it, 5 ottobre 2026
Elettrodomestici, Electrolux ritira il piano esuberi
Tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla crisi Electrolux. Le prime notizie sono positive. Il nuovo piano presentato da Electrolux al Mimit prevede il ritiro dei licenziamenti unilaterali da parte dell’azienda, a fronte di un piano di incentivi volontari all’uscita che coinvolgerebbe fino a 600 impiegati e 650 operai in tre anni. Inoltre, Electrolux ha presentato un piano investimenti da 90 milioni di euro, oltre a un progetto di reindustrializzazione e riqualificazione del personale per quanto riguarda lo stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi, che quindi non chiuderebbe come inizialmente previsto.
L’effetto della concorrenza cinese
La crisi Electrolux è emersa a maggio di quest’anno quando l’azienda ha dichiarato 1.719 esuberi. A settembre questi sono poi stati ridotti a 1.450, a cui vanno aggiunti 135 contratti a termine che la multinazionale svedese ha annunciato di non volere rinnovare. Tutto il settore dell’elettrodomestico sta fronteggiando il forte impatto della concorrenza cinese. Il ministro Adolfo Urso ha parlato al tavolo di un piano condiviso in Europa per difendere il settore.
La cautela dei sindacati
Rispetto alle prospettive del gruppo in Italia i sindacati restano inevitabilmente cauti. «Ci sono stati dei passi in avanti che sono ancora insufficienti. Va scritto in un eventuale accordo che non ci sono esuberi e che le produzioni continuano fin quando non si trovano delle soluzioni partendo da Cerreto», ha detto Davide Sperti, segretario generale Uilm, al termine dell’incontro al Mimit. Secondo Ferdinando Uliano e Massimiliano Nobis, rispettivamente segretario generale e segretario della Fim Cisl, «il primo nodo centrale è la coerenza e la revisione della gamma dei prodotti: senza garanzie industriali e volumi adeguati sui siti, qualsiasi accordo rischia di essere monco». «Nello stesso tempo, accogliamo positivamente l’impegno sugli investimenti e la necessità di ottimizzare gli strumenti di transizione, ma dobbiamo pretendere tutele ferree per i lavoratori», aggiungono i sindacalisti. Per la Fiom Cgil, rappresentata dal segretario generale Michele De Palma e dalla segretaria Barbara Tibaldi «elementi essenziali per poter arrivare ad un eventuale accordo con l’azienda e il governo sono il mantenimento della struttura occupazionale, di ricerca sviluppo e manifatturiera di Electrolux. È quindi fondamentale garantire la continuità
occupazionale e produttiva nella fase di riorganizzazione e
reindustrializzazione».