repubblica.it, 4 ottobre 2026
Due paesi emiliani registrano un record nell’azzardo online
C’è una sola agenzia di scommesse a Zola Predosa, un posto anonimo, monocorde, senza colore. Ma non è lì che bisogna guardare. La spiegazione dei numeri che da anni fanno di Zola un caso nazionale sta in un altrove: online. «E passa sopra le teste dei cittadini», spiega Massimiliano Vigarani, statistico e autore del Libro nero dell’azzardo e che ha collaborato all’ultimo report sui piccoli Comuni uscito a settembre.
Anche nel 2025 a Zola (poco più di 19500 abitanti) sono stati giocati 7.226 euro per ogni residente tra i 18 e i 74 anni, contro una media nazionale di 2.366: terzo dato italiano tra i Comuni sopra i 10 mila abitanti. Scende un po’ Zola e sale Calderara, che dista 15 chilometri entrando nelle prime dieci in Italia. «Quest’anno Zola cala ma restano valori enormi. Qui c’è un’attività che sta proseguendo nel tempo», dice Vigarani.
A Zola giocati oltre 7mila euro a testa
Il cuore dell’anomalia ha un nome: betting exchange. Nel 2025 Zola ha mosso 57,5 milioni di euro. E le vincite sono state pari a circa 58 milioni. Insomma, più delle somme giocate. «La cosa interessante è proprio il tipo di gioco che genera questi volumi», continua Vigarani. Nel betting exchange non si scommette contro il bookmaker: «Il banco è tenuto da un altro giocatore». In pratica: un utente fissa una quota su evento e accetta le puntate degli altri, mentre la piattaforma fa solo da tramite e trattiene una commissione (il 3x1000, che si divide tra Stato e concessionario). È quindi denaro che passa direttamente, attraverso il gioco, tra i giocatori. Tutto legale, sì. Ma la struttura del gioco non è passata inosservata.
«La Commissione antimafia ha individuato il betting exchange tra i giochi da limitare fortemente», aggiunge Vigarani. Le domande però sono più semplici: chi muove questi volumi? E chi c’è dietro quelle giocate? Massimo Masetti, membro del comitato scientifico nazionale di Avviso Pubblico, da vent’anni osservatore del fenomeno azzardo, torna all’origine del caso di Zola. «Nel 2021 va fuori scala: circa 40 milioni di euro su un unico gioco online». Un aumento, da un anno all’altro. Nel 2022 sale ancora. «Sessantacinque milioni. Che per 365 giorni fanno circa 180 mila euro al giorno. Significa: una decina di scommesse da 20 mila euro tutti i giorni dell’anno. E devi trovare ogni volta qualcuno che compri quelle quote. La cosa è quantomeno sospetta».
Calderara, 4.500 euro di gioco online pro capite
Fenomeni di questo genere sono molto forti al Sud. Ma negli ultimi anni sono emersi anche in Lombardia e in Emilia-Romagna. Quando in piccoli territori, spiegano gli esperti, «arrivano venti o trenta milioni tutti in un colpo, è chiaro che qualcosa non torna». Vpn georeferenziate, super giocatori, possibili operazioni di riciclaggio: per Vigarani sono tutti scenari da verificare. Ma perché proprio Zola? «Bisognerebbe capirlo bene. E con i dati che abbiamo non siamo in grado di avere certezze». Negli ultimi tempi il baricentro si è poi anche spostato. «Nel 2023 Zola diminuisce, ma cresce Calderara», aggiunge Masetti. «E se facciamo la sommatoria dei due Comuni, otteniamo sempre più o meno gli stessi soldi che giravano all’inizio». Nel 2025, per esempio, Calderara (13.700 abitanti) arriva a 21,6 milioni sul solo betting exchange, con 4.573 euro di gioco online pro capite. «La cintura di Bologna inizia a vedere dati molto preoccupanti», dice Vigarani. Anche perché, dicono ancora gli esperti, l’intera Città metropolitana, con più di un milione di persone, sul betting exchange gioca circa 105 milioni l’anno. E di questi, 80 stanno lì, tra Zola e Calderara.
Zola, la preoccupazione del sindaco: “Mi sono rivolto alla Finanza”
Dove arrivano i soldi, ecco un altro tema. Il sindaco Davide Dall’Omo racconta di aver segnalato più volte il caso alla Guardia di Finanza. E dagli investigatori, riferisce, una spiegazione è arrivata: dietro gran parte dei volumi ci sarebbero pochissimi giocatori. «Si tratta di persone molto facoltose», dice il sindaco. «E i loro profili reddituali e patrimoniali sono compatibili con quei movimenti di denaro». Senza quei soggetti, gli sarebbe stato spiegato, Zola rientrerebbe nella media.
Intanto sul territorio, nella vita vera, la questione del gioco d’azzardo è stata presa di petto: il Comune ha aperto uno sportello gratuito, e se l’anno scorso vi si erano rivolte 12 persone, in questi primi sei mesi sono già 22. «Stiamo lavorando. Il problema è enorme». E quello che non si vede lo è anche di più.