la Repubblica, 3 ottobre 2026
Il welfare dei nonni vale uno stipendio
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha celebrato la Giornata dei Nonni affermando che «offrono ai nipoti la loro saggezza, l’esperienza e l’amore». Pur ribadendo che «quello dei nonni è un valore che non si può certo misurare in euro», Assindatcolf, l’associazione dei datori di lavoro domestico, ha voluto festeggiare la ricorrenza quest’anno calcolando quanto vale economicamente l’aiuto dei nonni.
Prendendo come riferimento la retribuzione di una baby sitter assunta con inquadramento standard, e con una retribuzione oraria minima di 7,45 euro l’ora, e prevedendo un impegno complessivo di 25 ore alla settimana (quindi da quando i bambini escono da scuola fino all’ora di cena) si arriva a 1.110,49 euro al mese, comprensivi di contributi, ferie, Tfr e tredicesima. Su base annua si arriva a 12.518,85 euro.
E quindi, per le famiglie che hanno la fortuna di avere i nonni vicini, disponibili e in buona salute, si tratta di un bel risparmio. «Quando questo aiuto non c’è – ragiona però il presidente di Assindatcolf Andrea Zini – il problema è che quei 12.500 euro all’anno che servirebbero per sostituirli non sono alla portata di tute le famiglie. A farne le spese sono spesso le donne».
Donne che magari “scelgono” di lasciare il lavoro per seguire i figli, o optano per contratti part-time che spesso diventano una trappola senza uscita quando si desidera tornare al tempo pieno. «La famiglia non può continuare a essere il primo e unico ammortizzatore sociale: servono politiche di conciliazione», conclude Assindatcolf.