corriere.it, 4 ottobre 2026
Tifoso dell’Arsenal lascia lo stadio in anticipo e salva una donna dalle sabbie mobili
Alla fine ci sono voluti anche gli elicotteri, ma il merito di aver salvato la vita a Sallie è tutto di un tifoso dell’Arsenal furente per la sconfitta della sua squadra: uscito di casa per smaltire la rabbia, Alastair Cass si è imbattuto per caso in lei, immersa fino al petto nel fango creato dalla pioggia in un fossato.
Cantava il grande Jannacci di «Quelli che quando perde il Milan dicono in fondo è solo una partita poi vanno a casa e picchiano i bambini». Ecco, per il tifoso dell’Arsenal mister Alastair Cass e soprattutto per miss Sallie che gli deve la vita è stato il contrario: lui se n’era uscito dalla sua casa di campagna sbattendo la porta dopo che la sua squadra aveva preso il terzo gol, e solo per quella combinazione ha trovato lei immersa nel fango di un fossato fino al petto arrivando prima che fosse troppo tardi per salvarla. «Grazie all’Arsenal per essere una squadra pessima a calcio!», ha scritto poi la donna in un biglietto di ringraziamento.
L’Arsenal in effetti ha perso 3-0 contro il Brighton. Alastair l’aveva guardata in tv nella casa in cui vive, nel Devon inglese. E al terzo gol ha spento. «L’unica ragione per cui sono uscito di casa è stata la partita e come si è svolta, ne avevo abbastanza! “Se le cose fossero andate diversamente – ha detto poi in una intervista – sarei rimasto a guardare le interviste post-partita e cose del genere, ma per fortuna quel giorno non è stato così».
L’uomo, 40 anni, titolare un’impresa che restaura auto d’epoca, ha raccontato di essere uscito di casa e di aver sentito gridare. «Vivendo su un terreno di 150 acri – ha spiegato – ogni tanto si sentono dei rumori, magari di animali più o meno lontani. Ma andando verso uno dei miei fienili ho sentito di nuovo quel grido e ho pensato che qualcosa non andava. Sono saltato sul quad e ho iniziato a dirigermi verso il fiume, poi l’ho sentito di nuovo, ho continuato a scendere ed è stato allora che ho finalmente sentito chiaramente la parola “aiuto"».
Ha iniziato a cercare, gridando a sua volta a quella voce di continuare a gridare: «È una zona isolata e pericolosa. Ma alla fine l’ho trovata, in fondo a un fosso, bloccata nel fango fino al petto, tremante. Ho imprecato quando l’ho vista, vivo qui da 28 anni ma non potevo credere ai miei occhi, mai visto niente del genere». Erano le 5 del pomeriggio. Alastair capisce che gli serve qualcosa, va a casa, prende delle assi e una corda, torna, fa una specie di passerella con le assi sul fango: «Ho provato a tirarla fuori, ma l’aderenza del fango era incredibile e i gemiti di dolore che emetteva mentre la tiravo mi hanno costretto a rinunciare». Per chiamare i soccorsi deve tornare di nuovo indietro perché lì il cellulare non prende.
I primi ad arrivare sul posto sono stati i vigili del fuoco di Chulmleigh, seguiti da squadre specializzate, dalla polizia di South Molton, dal servizio di soccorso in barca, da quattro ambulanze e da diversi elicotteri.
Ma anche solo riuscire a far scendere le squadre di soccorso nel burrone si è rivelata un’impresa ardua. «Ho dovuto fare più viaggi avanti e indietro – ha raccontato ancora l’uomo – indicando loro ogni volta dove si trovava dall’altra parte del fossato e portandole l’attrezzatura». L’intensa operazione di salvataggio è durata due ore, e alla fine Sallie è stata liberata. Nel suo biglietto di ringraziamento ha riassunto tutto così: «Non sono mai stata così felice di vedere un’altra persona come lo sono stata con te quel giorno!».