Corriere della Sera, 4 ottobre 2026
Le «trappole» nascoste in bagno e in cucina
La casa è uno dei luoghi in cui ci sentiamo più protetti e sicuri. Eppure è proprio tra le mura domestiche che si verifica una parte importante degli incidenti che ogni anno richiedono i servizi dei Pronto Soccorso o dei Centri antiveleni. Cadute, ingestione accidentale di sostanze chimiche, contatti con prodotti corrosivi, tagli: eventi che spesso nascono da gesti abituali, compiuti senza pensarci troppo.
Dai detergenti per il bagno alle capsule per lavatrici e lavastoviglie fino agli spray per il forno, infatti, tendiamo a considerare innocui gli oggetti e i prodotti che utilizziamo ogni giorno. Non solo, spesso utilizziamo senza la dovuta attenzione una scala traballante per cambiare una lampadina o una sedia per recuperare una pentola in un ripiano alto della cucina, ma basta una distrazione o un uso improprio per mettere a repentaglio la propria incolumità. Particolarmente esposti sono i bambini, attratti dai colori vivaci di molti detergenti, curiosi per natura e privi della percezione del pericolo.
Ma anche gli adulti non sono immuni dagli errori: miscelare prodotti diversi per ottenere una pulizia più efficace, travasare sostanze chimiche in bottiglie d’acqua o utilizzare detergenti aggressivi senza adeguate protezioni sono comportamenti ancora molto diffusi.
«Nei Centri antiveleni riceviamo quotidianamente richieste di consulenza legate proprio all’uso domestico di detergenti e sostanze chimiche – riferisce Francesca Maida, farmacologa e tossicologa del Centro antiveleni e farmacologia clinica dell’Asst Ospedale Niguarda di Milano —. Nella maggior parte dei casi si tratta di episodi lievi, ma non mancano situazioni potenzialmente molto gravi, soprattutto quando entrano in gioco sostanze corrosive o vapori irritanti».
Secondo recenti stime Istat, ogni anno in Italia si verificano circa quattro milioni di infortuni domestici. Un numero che aiuta a capire come i pericoli tra le mura di casa siano tutt’altro che trascurabili. Le cadute accidentali sono la causa più frequente, ma non mancano ferite da taglio, urti e intossicazioni. La buona notizia è che molti di questi episodi possono essere evitati: spesso bastano piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane e una maggiore attenzione alle situazioni più a rischio. «Tra i prodotti più spesso coinvolti nelle intossicazioni domestiche ci sono detergenti per l’igiene personale, detersivi per piatti, ma anche disgorganti per scarichi e più in generale articoli per la pulizia della casa. Sono presenti in ogni abitazione e proprio per questo vengono spesso considerati innocui – segnala Maida —. Tra gli incidenti più frequenti ci sono le ingestioni accidentali, soprattutto nei bambini. A finire nel mirino dei più piccoli sono spesso detergenti intimi tenuti vicino al bidet, capsule monodose per lavatrice e lavastoviglie, dischetti o gel per il WC e saponette colorate. Molti di questi prodotti si trovano infatti ad altezza bambino e presentano colori o forme che possono attirarne la curiosità».
Ma non sono soltanto i più piccoli a correre rischi. Una quota importante delle consulenze dei Centri antiveleni riguarda infatti gli adulti e tra gli errori più comuni c’è quello di combinare prodotti diversi nel tentativo di ottenere una pulizia più efficace. Capita in cucina, ma soprattutto in bagno: si utilizza un anticalcare e poi si aggiunge la candeggina oppure si associa la candeggina a un disincrostante.
Sul lavandino
«Il problema è che molte di queste sostanze contengono acidi o basi forti che, entrando in contatto, possono reagire liberando gas irritanti – puntualizza l’esperta —. I disgorganti, per esempio, possono essere a base di soda caustica oppure di acido solforico. Durante il loro impiego, il liquido può schizzare o rimbalzare causando ustioni cutanee o lesioni oculari. Gli idraulici esperti conoscono bene questo rischio e tendono a spostarsi lateralmente durante l’applicazione; chi non ha esperienza spesso rimane invece direttamente sopra lo scarico. I pazienti riferiscono spesso la comparsa di una sorta di “nuvola” di fumo. In realtà si liberano gas che possono irritare occhi, naso, gola e vie respiratorie, soprattutto se i prodotti vengono utilizzati in ambienti piccoli e poco ventilati. Il rischio aumenta ancora se poi si utilizza acqua calda o bollente, che favorisce ulteriormente la risalita di vapori irritanti».
Un’altra tipica fonte di incidenti è rappresentata dal travaso dei prodotti. Per praticità o per risparmiare spazio, alcune persone trasferiscono detergenti e sostanze chimiche in contenitori destinati a bevande. «Ricordo il caso di una paziente che aveva travasato della candeggina in una bottiglia di vetro e l’aveva riposta in frigorifero. Successivamente la bottiglia è stata scambiata per vino bianco e ingerita, per fortuna in piccole quantità, rendendo necessario il ricovero in Pronto soccorso – racconta Maida —. Per questo motivo, tra i principali accorgimenti fondamentali per evitare spiacevoli inconvenienti c’è quello di non travasare mai i prodotti in contenitori per uso alimentare».
Altre regole altrettanto importanti sono non miscelare mai detergenti diversi, conservare i prodotti fuori dalla portata dei bambini, leggere attentamente le etichette e i pittogrammi di pericolo nonché utilizzare dispositivi di protezione adeguati, dai guanti in gomma alle mascherine. Inoltre in caso di ingestione accidentale, bisogna evitare di indurre il vomito e di assumere latte o altro come «antidoto».
Anziani
Se detergenti e prodotti chimici rappresentano un pericolo spesso sottovalutato, le cadute restano una delle principali cause di infortunio tra le mura domestiche. A rischio sono soprattutto due categorie fragili: gli anziani e i bambini. «Negli over 65, il rischio di cadere aumenta per una combinazione di fattori: riduzione della forza muscolare, problemi di equilibrio e coordinazione, deficit visivi e uditivi, ma anche l’assunzione di alcuni farmaci che possono provocare capogiri o abbassamenti della pressione quando ci si alza rapidamente dal letto o da una sedia – segnala Massimo Franceschini, direttore dell’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia I dell’Asst Gaetano Pini-Cto di Milano —. Basta un tappeto sollevato, una soglia, un pavimento bagnato o una stanza poco illuminata per trasformare un gesto quotidiano in un incidente».
Le conseguenze possono essere molto serie. Le fratture del femore e dell’anca sono tra le lesioni più frequenti e richiedono spesso un intervento chirurgico tempestivo. «Se è indicata la chirurgia, bisogna intervenire entro le 48 ore perché si è visto che le criticità dei pazienti si riducono in modo considerevole se si opera subito» puntualizza l’esperto.
Sono comuni anche le fratture del polso, che si verificano quando si cerca istintivamente di attutire la caduta con le mani. Nelle persone molto anziane o affette da osteoporosi possono verificarsi anche fratture vertebrali da fragilità, talvolta provocate da sforzi minimi come sollevare un peso o piegarsi per svuotare la lavastoviglie.
«Particolarmente esposte sono le donne dopo la menopausa, quando la perdita di massa ossea aumenta il rischio di osteoporosi e quindi di fratture anche in seguito a traumi modesti» fa notare Franceschini.
Bambini
Per i bambini il problema è diverso ma non meno importante. La loro naturale curiosità li porta ad arrampicarsi su divani, sedie e mobili, con il rischio di cadere o urtare contro spigoli e superfici dure.
Nei più piccoli sono frequenti le fratture del polso, del gomito, della clavicola e delle ossa della gamba, che possono verificarsi anche dopo cadute da altezze limitate.
«La prevenzione passa soprattutto dall’organizzazione degli spazi domestici. È importante rimuovere gli ostacoli lungo i percorsi, eliminare i tappeti, utilizzare tappetini antiscivolo in bagno e in cucina, garantire una buona illuminazione, soprattutto nelle ore notturne, e installare maniglioni di sostegno nei punti più critici della casa – suggerisce Franceschini —. Inoltre, quando gli anni di fanno sentire, bisogna evitare di compiere azioni che possono mettere in pericolo, come arrampicarsi su sedie o scale per raggiungere scaffali alti o pulire i vetri. Per i bambini possono invece essere utili paraspigoli e sistemi di protezione per scale e finestre».
Altrettanto importante, in particolare per gli anziani, è mantenersi attivi con esercizi mirati a preservare forza muscolare ed equilibrio, sottoporsi a controlli periodici della vista nonché monitorare la salute delle ossa, soprattutto dopo la menopausa nelle donne.
«In caso di trauma, occorre prestare attenzione a dolore intenso, gonfiore, ematomi evidenti o difficoltà a muovere un arto. Negli anziani che vivono soli è consigliabile avere sempre a disposizione un dispositivo di allarme o un sistema per chiedere rapidamente aiuto. Perché, in molti casi, la differenza tra una semplice caduta e una grave emergenza dipende proprio dalla rapidità dei soccorsi» conclude Franceschini.